Israele: il turismo sanitario pregiudica l'assistenza per gli israeliani

Haaretz.com
17.11.2011
http://www.haaretz.com/themarker/medical-tourism-is-impairing-care-of-israelis-claims-investigative-show-1.396021

 

Una trasmissione di inchiesta televisiva sostiene che il turismo sanitario pregiudica le cure degli israeliani.

Neonato prematuro turista sanitario contagia bambini con batteri resistenti, afferma “La Fonte”. 

di Ronny Linder-Ganz 

La fiorente industria del turismo sanitario d’Israele si sviluppa a scapito degli israeliani? I capi del sistema sanitario di Israele di certo sostengono che è così.

          childrens medical center schneider                   Schneider Children's Medical Center

 

Questa settimana, un’inchiesta fatta da Raviv Drucker nello show televisivo “La Fonte” sul canale 10 ha rivelato una serie di fatti e di carteggi interni al Schneider Children Medical Center di Israele che sembrano comprovare che è vero: i pazienti del turismo della salute sottraggono risorse a quelli israeliani. 

Il turismo sanitario – che fa arrivare nel paese non-israeliani non per salire in cima a Masada, ma piuttosto per andare in ospedale – è un affare in crescita. E’ pure notevolmente lucrativo per gli ospedali, che di solito precipitano verso il deficit. 

Il leader del mercato è il Sheba Medical Center di Tel Hashomer, che gli osservatori del settore stimano percepisca all’anno dal turismo sanitario 80 milioni di NIS, l’Hadassah University Hospital di Gerusalemme rende 60 milioni di NIS, e l’Assunta resta molto addietro con un utile annuo di 50 milioni di NIS. Il complesso Ichilov di Tel Aviv racimola 40 milioni di NIS, mentre il Rambam Medical Center di Haifa e il Beilinson Hospital di Petah Tikva devono accontentarsi ciascuno, grosso modo, di 30 milioni di NIS all’anno. 

Il denaro è la linfa vitale per gli ospedali, che di prassi percepiscono dal 20% al 30% in più dai pazienti stranieri rispetto a quelli israeliani. Dato che questo reddito non è connesso a enti di assistenza sanitaria, gli ospedali hanno una maggiore flessibilità sul modo con cui spenderli. 

Nessuna regola 

Pochi mesi fa, una commissione statale diretta dal vice direttore del Sheba, il prof. Arnon Afek, e costituita per regolamentare il turismo sanitario in Israele, ha consegnato al Ministero della Sanità le sue conclusioni. Il comitato, istituito dopo un’indagine svolta da Ha’aretz, ha segnalato che i pazienti israeliani potrebbero risentirne in quanto il turismo sanitario non è disciplinato ( “Israele fornisce incentivi ai turisti sanitari negati ai propri cittadini).

                  arnon afek

Tra le altre cose, il comitato Afek ha raccomandato l’istituzione di un meccanismo per controllare gli aspetti economici del turismo sanitario. Inoltre, se l’ospedale ha le infrastrutture necessarie per fornire assistenza in modo separato, si consiglia che i turisti della salute ricevano un trattamento sanitario distinto da quello degli israeliani. 

Sono passati sei mesi da quando il comitato ha fornito i suoi consigli, ma il ministero della sanità non ha ancora fornito agli ospedali le normative vincolanti in materia. 

L’inchiesta de “La Fonte” ha scoperto che nel mese di giugno del 2010, un bambino prematuro – e turista della salute – infetto da un batterio resistente agli antibiotici era stato ricoverato nella nursery dello Schneider per neonati prematuri. Test di laboratorio indicano che esso vi ha contagiato almeno un bambino israeliano. In seguito a questo incidente le procedure per l’accettazione di neonati prematuri nel quadro del turismo sanitario sono state rafforzate. Eppure questo mese di maggio, la nursery ha accettato una bambina nata nella 26° settimana di gravidanza, che aveva anche il germe. Lei non ce l’ha fatta, ma prima di morire ha infettato un certo numero di israeliani, non solo bambini, con lo stesso batterio resistente ai farmaci. 

L’indagine ha scoperto pure documenti interni allo Schneider in cui gli infermieri, altri assistenti e medici avvertono che mescolare in corsia turisti della salute con pazienti israeliani potrebbe essere pericoloso. Un dipendente sanitario ha raccontato a Drucker che invece di seguire i pazienti come gruppo di supporto l’uno per l’altro, finiscono per contrapporsi tra di loro. 

Non ricevere cure adeguate 

Drucker ha scoperto anche una lettera del Prof. Isaac Yaniv, capo dipartimento di Ematologia e Oncologia Pediatrica, scritta per il Dr. Asaf Toker, vice direttore dello Schneider Children’s Medical Center ( a partire da questo luglio). Yaniv vi annotava che l’ospedale aveva emesso la direttiva di non accettare pazienti senza il permesso anticipato del reparto che avrebbe fornito l’assistenza. Eppure, secondo la lettera, “Alla fine della settimana scorsa è stato accettato un turista con un tumore al cervello, senza coordinarsi con noi, e nonostante avessimo dichiarato esplicitamente che non saremmo stati in grado di prenderci cura di lui. Desideriamo chiarire come stanno le cose, il reparto di oncologia non può più prendere in cura altri turisti o pazienti da parte dell’autorità Palestinese senza compromettere sostanzialmente da parte nostra l’assistenza dei pazienti israeliani”. 

La trasmissione di indagine televisiva ha riferito anche dell’allontanamento di Ruth Valevi, ex direttrice della divisione infermieristica allo Schneider Children’s Medical Center, dopo un confronto su questo tema con il suo direttore, il Prof. Giuseppe Press. A seguito delle sue dimissioni, un certo numero di capi infermieri ha scritto una lettera comune al direttore generale dei Servizi Sanitari Clalit, che detiene la proprietà dell’ospedale, facendo notare che l’aumento significativo del numero dei turisti della salute e dei pazienti provenienti dall’Autorità Palestinese ritenevano mettesse in difficoltà l’assistenza per tutti. 

Clarit ha risposto che avrebbe preso in esame le preoccupazioni delle infermiere dello Schneider, e che avrebbe reagito rivedendo le direttive per l’accettazione di pazienti non israeliani. Ha scritto che il personale dell’ospedale verrebbe appositamente aumentato di numero per prendere in cura questi pazienti extra. 

In ogni caso, questi fatti mostrano la divisione tra il popolo del denaro e il personale sanitario allo Schneider, la qual cosa solleva la domanda se si verifica anche altrove. 

Il piano finanziario dello Schneider per il 2011 comprende un reddito da turismo sanitario di 2,5 milioni di NIS, che è molto basso rispetto agli importi che ricavano altri ospedali. 

Meno del 5% dei pazienti sono turisti 

Clalit afferma pure di avere direttive chiare, per quanto riguarda quote e metodi di trattamento, a proposito dell’accettazione di turisti della salute e aggiunge che lo Schneider è del tutto conforme ad esse. 

Il Ministero della Sanità ha dichiarato che lo Schneider Children’s Medical Center si occupa di casi che altri ospedali non sono in grado di gestire e l’accettazione dei bambini non israeliani si basa sul numero dei posti letto disponibili, senza che vengano compromesse le terapie per i bambini residenti. 

Lo Schneider Children’s Medical Center sostiene di rispettare tutte le norme in materia di accettazione dei pazienti non israeliani, che costituiscono meno del 5% dei suoi ricoverati. In ogni caso, essendo un’organizzazione no-profit, le eventuali entrate derivanti dal turismo sanitario sono messe a frutto nell’acquisto di tecnologia avanzata. 

A nessun bambino israeliano sono state negate le terapie, ha aggiunto. 

Per quanto riguarda i neonati prematuri con batteri resistenti, l’ospedale ha precisato che erano portatori del batterio, non sofferenti della malattia che esso provoca, e ha sostenuto che la loro accettazione aveva rappresentato un gesto umanitario della massima importanza.

(tradotto da mariano mingarelli)