Villaggi beduini "riconosciuti" ancora senza scuole

The Electronicintifada.net
17.09.2011
: http://electronicintifada.net/content/recognized-bedouin-villages-still-denied-schools-israel/10377

Villaggi beduini “riconosciuti” ancora senza scuole

di Jillian Kestler-D’Amours

Per Shimaa al-Aasam, madre di cinque figli, la priorità è garantire ai suoi bambini la possibilità di completare gli studi nonostante la grave mancanza di classi nella sua comunità beduina. 

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“È una tragedia. Imparare è la cosa più importante del mondo – dice al-Aasam, residente nel villaggio beduino di Abu Tutul, nel deserto del Negev – Se continueranno i loro studi, potranno andare molto avanti”. Sono circa 12mila i beduini cittadini d’Israele che vivono nell’area di Abu Tulul. Attualmente, 2600 studenti frequentano le tre scuole della zona, dalle elementari alle medie. Prima gli studenti di Abu Tutul frequentavano la scuola superiore nella vicina città beduina di Segev Shalom, ma ora non sono più i benvenuti a causa della mancanza di spazio. 

Al-Aasam racconta che non ci sono scuole superiore a Abu Tutul e molti minori – soprattutto le ragazze, spesso scoraggiate dal compiere viaggi così lontani per arrivare a scuola – sono costretti ad abbandonare gli studi dopo il nono grado (ovvero tra i 13 e i 14 anni). “Il problema qui è che non incoraggiano le ragazze a uscire dal villaggio per andare a scuola – continua al-Aasam, che ha completato il college nella sua città natale, Tel Sheva, ma non ha poi proseguito all’università – Io aiuterò mia figlia a completare gli studi, anche se la scuola è lontana dal villaggio. Non voglio che mia figlia sia come me”.

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Riconoscimento su carta. Abu Tutul è uno degli otto villaggi beduini che sono stati “riconosciuti” dal governo israeliano nel 2003 come parte del Consiglio Regionale di Abu Basma. Nonostante il riconoscimento su carta, però, Abu Tutul continua a soffrire gli stessi problemi dei villaggi beduini non riconosciuti del resto del Negev, come la mancanza di acqua corrente, di elettricità, di strade pavimentate, di strutture sanitarie e educative e di tutti gli altri servizi normalmente forniti dallo Stato. 

Nel 2008, l’Alta Corte israeliana ha ordinato al Ministero dell’Educazione, al Ministero dell’Interno e all’Israel Land Administration di costruire una scuola superiore ad Abu Tutul e di aprirla entro settembre 2009. Nonostante la sentenza, l’istituto non è stato mai costruito, anche se le autorità israeliane dicono di averlo ancora tra i progetti in programma. “Il progetto di pianificazione sta prendendo anni e ancora non sappiamo quando finirà”, spiega Sawsan Zaher, avvocato di Adalah, il Centro Legale per i Diritti delle Minoranze Arabe in Israele, che rappresenta 35 studentesse di Abu Tutul che hanno presentato una petizione all’Alta Corte. In un’udienza del 5 settembre, la Corte ha ordinato allo Stato di provvedere entro dicembre 2011 a completare la scuola. 

“Stiamo parlando di studenti che hanno bisogno di una scuola e hanno il diritto costituzionale di studiare in un college. In particolare nel contesto di Abu Tutul, dove il 70% o l’80% delle ragazze lascia la scuola perché non ne ha una disponibile nell’area – continua Zaher – Io ho chiesto al tribunale di intervenire al fine di stabilire che il processo di pianificazione sia terminato in un tempo determinato così da non danneggiare ulteriormente gli studenti”. 

Si stima che il 55% degli studenti beduini abbandona la scuola prima del diploma di scuola superiore, quando la media nazionale israeliana è del 4,6%. Il tasso di abbandono è più allarmante tra le ragazze: 77%. 

Mancanza di autobus, mancanza di spazio. Secondo Hanan Alsanah, manager dei programma di educazione e comunità di Sidreh, organizzazione che lavora per rafforzare il sistema scolastico per le donne beduine del Negev, a influenzare l’accesso alla scuola delle ragazze sono sia fattori culturali che pratici. “Innanzitutto non ci sono autobus pubblici nei villaggi non riconosciuti e non ci sono scuole superiori per la gente dei villaggi non riconosciuti. E se ci sono scuole all’interno dei villaggi, non c’è abbastanza spazio per tutti i ragazzi”. 

“È anche dovuto alla cultura. Nella nostra cultura, le famiglie preferiscono investire nell’educazione dei ragazzi piuttosto che in quella delle ragazze. Così se hanno i soldi, preferiscono usarli per i maschi. Ma di fatto, stiamo tentando di inviare un diverso messaggio: investire nell’educazione delle ragazze non aiuta solo loro, ma anche la famiglia”. 

Alsanah spiega che la crescente presa di coscienza sia tra gli uomini che tra le donne beduine in merito all’educazione dei figli e la costruzione di infrastrutture locali che permettano un accesso più facile alle ragazze è cruciale per le future generazioni. “La maggior parte delle ragazze che incontriamo nei villaggi non riconosciuti vuole continuare gli studi ma ciò dipende dal sistema scolastico, dalla situazione economica della famiglia e anche se la famiglia vuole incoraggiarle a frequentare il college”. 

“È molto importante – conclude Alsanah – per le ragazze avere una scuola superiore nel villaggio perché gli fornisce l’opportunità di avere un’educazione. Ad Abu Tutul spero che riusciranno a costruire la scuola. Intanto però a pagarne il prezzo sono le ragazze”. 

( tradotto da Alternative Information Center)