Guerre Contro
15.12.2010
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Aiutano a spegnere il fuoco ma: “Non potete entrare!”
Redazione

Nel corso dell’incendio che ha devastato il Monte Carmelo la settimana scorsa, Israele si era trovato impreparato e in grande difficoltà, con il fuoco favorito dal vento, mesi di siccità, mancanza di uomini, preparazione e di mezzi. In suo soccorso si erano attivati diversi paesi, tra cui l’Italia. Da parte sua, l’Autorità nazionale palestinese aveva inviato da Ramallah una squadra di vigili del fuoco per aiutare a domare l’incendio.
Ieri era prevista una cerimonia per ringraziare tutti coloro che si erano prodigati ma è stata annullata. Erano stati invitati 10 vigili del fuoco palestinesi ma solo 7 erano riusciti a passare i posti di blocco alla frontiera, in quanto a 3 di loro è stato negato dalle autorità militari il permesso d’ingresso per motivi di sicurezza. Una assurdità dato che per motivi di sicurezza i tre abitanti della West Bank avevano aiutato Israele a spegnere l’incendio che ha lasciato sul terreno 41 vittime, centinaia di intossicati e ettari di bosco distrutti.
Rizek Ahmed, il Capo dei vigili del fuoco palestinese, il cui permesso è arrivato troppo tardi per permettergli di partecipare alla cerimonia, ha affermato che il rifiuto dei permessi d’ ingresso senza un motivo apparente sono di routine per molti palestinesi, ma lui e il suo staff sono rimasti in questa occasione sbigottiti quando hanno appreso che non a tutti era concesso di entrare in Israele.
Dopo l’accaduto l’esercito israeliano si è giustificato per la pessima figura attribuendo l’accaduto ad un ‘errore tecnico’. In realtà, questa situazione paradossale è la spia rivelatrice di quello che succede normalmente 365 giorni all’anno. In realtà, i permessi vengono concessi o negati seguendo il principio della più totale arbitrarietà.
Ahmad Tipi, un parlamentare arabo-israeliano della Knesset non ha potuto fare altro che annullare l’evento che aveva contribuito ad organizzare.