Israele è effettivamente uno stato a partito unico

Haaretz.com
04.12.2010

http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/israel-is-effectively-a-single-party-state-1.326937


Israele è effettivamente uno Stato a partito unico 

Il totalitarismo che sta prendendo il sopravvento nella nostra vita è una conseguenza del fatto che non c’è una reale differenza tra il partito di ‘centro-sinistra’ Kadima e quello di estrema destra, Yisrael Beiteinu.

di Yitzhak Laor 

Un regime dà ai propri sudditi linguaggio, concetti, immagini, in molti modi: dal sistema di istruzione a un briefing per corrispondenti militari. Ciò nonostante, la gente è a disagio di fronte al regime. Talvolta è disposta a opporre resistenza. Si presume che l’opposizione le fornisca una voce alternativa. La gente non esiste come opposizione se non c’è un partito politico che dà voce alla sua resistenza.

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Kadima perciò è un disastro per la democrazia. Il totalitarismo che sta prendendo il sopravvento nella nostra vita - che ha per lo più carattere razzista – è una conseguenza del fatto che tra Kadima (centro-sinistra) e Ysrael Beiteinu, estrema-destra, non c’è una reale differenza. La scomparsa di Meretz e l’atteggiamento razzista che ignora la parte araba dei votanti e i loro rappresentanti alla Knesset sottolineano anche meglio quanto Israele sia vicino a essere uno Stato a partito unico. Si chiamava “consenso”, adesso è ampio accordo sulla maggior parte dei problemi. Al di là di minuscole differenze di opinione tra i partiti politici, in realtà siamo governati da un partito unico, il partito di Stato, con le sue sezioni: Likud-Misrahi (ebrei di origine medio-orientale), Likud-russo, Likud- ufficiali di carriera e Labor, Likud-ultraortodossi e Likud nelle sue due incarnazioni: Kadima e Likud. Questo è il contesto delle leggi sulla lealtà e della caccia al deputato del partito Balad Hanin Zuabi.

 In conformità della monotona mappa politica, che produce i politici, anche i cittadini non sono più divisi, persino riguardo ai territori, per non parlare dei loro sudditi privi di diritti. Tutti, di quando in quando, sono per i “due Stati”. Esistono, è vero, falangi di coloni, ma sono protetti dall’esercito e l’esercito è il totem del partito di Stato. Alla celebrazione dell’unità presiedono gli idioti ospiti di uno show. La buona andatura alla quale ci dirigiamo verso il fascismo non ha bisogno di inni e marcette. Basta un idiota da reality show.

Gli elettori di Meretz - l’ultima opposizione ebraica – hanno votato in massa per il partito di destra Kadima. La loro indifferenza di fronte a questa inversione di tendenza risale a quando il loro partito ha sostenuto l’Operazione Piombo fuso. Attenti alla sicurezza, i coglioni intraprendenti e presuntuosi sono più convincenti in tempi di bagni di sangue. Adesso i furbi ci chiedono come sia possibile che si arrivi al fascismo senza bisogno di dittatura e prigioni. 

In realtà la democrazia israeliana è una dittatura militare che dura da oltre 43 anni al di là della Linea verde. Nelle sue carceri ci sono più di 7000 prigionieri che dal punto di vista del partito di Stato sono “lì per ragioni di sicurezza”, mentre invece si tratta di prigionieri politici. Il sistema che li giudica e li mette in galera ha tutta l’apparenza di una banda di pompieri che suona Chopin. 

Nei cospicui sforzi del partito di Stato per ottenere immediato sostegno a buon mercato è scomparsa la rappresentanza della maggior parte dei cittadini. Al di fuori del dibattito politico, che non fa che ripetersi, c’è una fila interminabile di gente che aspetta un intervento chirurgico, lavoratori a tempo determinato, impiegati senza posto fisso e che non avranno mai una pensione, impiegati il cui reddito va perdendo potere d’acquisto. Questa gente non ha rappresentanza né un partito. La rappresentanza diventa “la loro” solo quando sono minacciati dalla divisione di Gerusalemme, un congelamento degli insediamenti, una flottiglia turca: soltanto allora tutti gli israeliani sono rappresentati da un partito unico che capitalizza i falsi dissensi interni: chi è più patriota. 

E’ meglio tentare di leggere la politica israeliana in questo modo: i cittadini svantaggiati aspettano il loro turno in clinica - pochi medici, molte ore d’attesa – sfogliando giornali scandalistici: ogni genere di intrattenitori che si sono trastullati in letti altrui e bulldozer che costruiscono ville sulla proprietà dei nostri antenati. 

(tradotto da Marilla Boffito)