Tikun Olam
19.10.2010
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L'IDF si prepara per l'invasione della Siria, il Capo di Stato Maggiore invita alla battaglia contro il nemico.
La prossima volta che qualcuno dei miei lettori a favore di Israele cercherà di convincermi della tesi secondo cui Israele vuole solo la pace e si impegna solo in operazioni militari difensive, avrà a che fare con questo discorso importante (in ebraico) fatto da Gaby Ashkenazi ad un pubblico militare.
di Richard Silverstein
Il Capo di Stato Maggiore, tenente generale Gabi Ashkenazi, ha parlato oggi (Martedì) ai partecipanti ad una serie di esercitazioni di combattimento organizzate dalle forze del Land Integrated Warfare. Secondo Ashkenazi, "le minacce e le sfide per l'IDF alle nostre frontiere ci impongono di essere pronti ad attivare tutte le nostre forze. Quando consideriamo il nemico [Siria], non si può fare a meno di essere colpiti dal fatto che tra tutte le nostre capacità, in questo caso, dovremo far valere la potenza di fuoco e le manovre in territorio nemico”. Ha aggiunto che la prossima battaglia deve essere decisiva "in modo che nessuno chiederà chi ha vinto e chi ha perso. Dobbiamo vincere in fretta, con decisiva superiorità di forze, dando battaglia al nemico."
Le unità che partecipano all'esercitazione includono fanteria, forza aerea, artiglieria, ingegneria di combattimento e servizi segreti. Uno degli obiettivi è conquistare e occupare un villaggio siriano utilizzando tutti gli aspetti di raccolta informazioni, assalto e trasferimento di forze che questo [l'invasione siriana] comporta.
Vi è certamente un elemento di bluff e di spacconata in tutto questo. Sia l'esercitazione che i discorsi sono più esercizi psicologici che espressione di una volontà esplicita. Quindi dobbiamo prenderli con le molle. Ma come ho già detto molte volte qui, specialmente nel Medio Oriente, si deve stare attenti a ciò a cui ci si prepara perché questo ha la pessima abitudine di accadere davvero. In altre parole, se vi aspettate una guerra e vi preparate ad invadere il vostro nemico, il nemico risponde e, prima di saperlo sei già in guerra, non importa quale fosse il tuo intento originale.
Quindi, non importa quale sia lo scopo di questa esercitazione e di quei discorsi, nel caos che è il conflitto arabo-israeliano, una parte che fa dichiarazioni bellicose, è come se avesse attaccato. Se il Capo di Stato Maggiore ha detto "la prossima volta" dobbiamo invadere la Siria, allora dobbiamo prenderlo in parola e potrebbe in qualsiasi momento. Le lezioni apprese sia nella guerra del 1967 che in quella del 1973 ci dicono che le minacce si avverano.
Ciò significa che il discorso di Ashkenazi è il massimo della irresponsabilità. Significa che dobbiamo vedere Israele come una minaccia diretta per la pace nella regione. Significa che dobbiamo prepararci come se Israele intendesse davvero invadere la Siria per realizzare qualche vago obiettivo politico. Naturalmente, una tale guerra sarebbe non solo stupida, ma criminale. Ma questo non ha mai fermato Israele finora.
Si sarebbe tentati di considerare questa esercitazione militare nel contesto delle esercitazioni esercito-polizia, segnalate la scorsa settimana, che simulavano rivolte di massa dopo un cosiddetto "accordo di pace" in cui Israele avrebbe forzatamente espulso gran parte dei suoi cittadini palestinesi verso il nuovo stato palestinese. In tale eventualità, ci si potrebbe aspettare che anche la Siria potrebbe sentirsi coinvolta nella lotta e potrebbe mobilitare le proprie forze. Quindi ci si chiede se vi sia un piano strategico ben più ampio e quale sia precisamente.
(tradotto da barbara gagliardi)