Notizie dal Libano: a caccia di spie israeliane

UPI News Agency
28.06.2010

http://www.upi.com/Top_News/Special/2010/06/28/As-war-fears-mount-Lebanese-hunt-spies/UPI-39321277747386/

”Beirut: siccome i timori di una guerra aumentano,
  i libanesi vanno a caccia di spie.”

 

Beirut,28 giugno 2010 – Essendo nell’aria una guerra ad oriente, secondo quanto si dice, le autorità di sicurezza libanesi hanno arrestato due presunte spie israeliane, entrambe libanesi, una delle quali funzionario di alto livello in una compagnia di telecomunicazioni di proprietà dello stato.

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Nel fine settimana, i quotidiani libanesi  hanno riportato che le persone sospettate erano sotto interrogatorio da parte dei servizi segreti militari. L’esercito non ha confermato gli arresti e nessuna persona era stata rivelata dai media.

 

Ma questi erano gli arrestati più recenti di un intervento repressivo della durata di 18 mesi che, a detta dei funzionari, ha decimato una vasta e complessa operazione di spionaggio israeliana che prendeva di mira perlopiù Hezbollah che, nel luglio-agosto 2006 durante una guerra durata 34 giorni, aveva combattuto il tanto vantato esercito di Israele fino a fermarlo.

 

Fin dal novembre 2008, sono stati arrestate circa 70 persone sospette. Più di 20 sono state incriminate e potrebbero rischiare la pena di morte per tradimento.

 

L’ampiezza dell’operazione di contro-spionaggio libanese è senza precedenti nella regione.

 

Potrebbe essere stata un’iniziativa degli israeliani quella di accumulare informazioni sulle capacità militari di Hezbollah  prima di un nuovo conflitto, e probabilmente quella di sminuire tali potenzialità prima di un intervento preventivo in Iran; informazioni che avrebbero suggerito al Mossad, il servizio di spionaggio all’estero, come rimuovere, al momento in cui avessero messo in atto l’intervento, tutti gli impedimenti in Libano.

 

Il consulente statunitense per la sicurezza Stratfor ha dichiarato: “Gli israeliani non hanno l’interesse di impantanarsi in una guerra terrestre in Libano, laddove Hezbollah potrebbe avere rapidamente il sopravvento in una guerra di attrito prolungata.“ 

 

“Invece, il fulcro primario di Israele dovrebbe riguardare l’eliminazione delle postazioni in Libano delle Guardie della Rivoluzione Iraniana dalle quali controllano le operazioni di Hezbollah.”

 

Il quotidiano libanese Ad-Diyar  ha dichiarato che il dirigente arrestato costituiva “una cattura di rilievo”. E’ stato indicato solo con le lettere iniziali “S.K.”, che era direttore delle trasmissioni e della diffusione radiotelevisiva per la Alfa Telecomunicazioni,  azienda che gestisce una rete per i telefoni cellulari.

 

Che sarebbe un obiettivo primario per il Mossad infiltrarsi alla ricerca di informazioni. Ad-Diyar ha affermato che l’esecutivo è stato accusato di “fornire ad Israele informazioni delicate che nuociono alla sicurezza nazionale del Libano.”

 

Per il secondo sospettato non era disponibile alcuna informazione. Tuttavia, venerdì, il quotidiano Al-Akhbar ha riferito che un palestinese che vive nel campo profughi di Bourj al-Shimali nel sud del Libano era stato arrestato come sospetto di aver fatto la spia a favore dei servizi segreti israeliani negli ultimi cinque anni.

 

Egli non era stato neppure individuato, ma dei funzionari hanno dichiarato che a casa sua era stata sequestrata un’installazione per le comunicazioni.

 

La caccia estesa nei confronti degli agenti israeliani si è ritenuto abbia sconvolto seriamente le operazioni del Mossad all’interno del Libano. Alcune delle persone sospettate che erano state radunate insieme, a quanto si dice, hanno raccontato a chi le interrogava di essere state reclutate fin dal lontano 1982, quando gli israeliani avevano invaso il Libano.

 

L’esercito Israeliano si era ritirato unilateralmente dal suo ultimo punto d’appoggio nel sud del Libano, dove aveva collaborato con una milizia a guida cristiana, il 24 maggio 2000, dopo una guerra di guerriglia di 18 anni  che aveva preso l’avvio ad opera delle forze di resistenza di Hezbollah.

 

In questi giorni, entrambe le parti sono nervose – Israele per aver perduto occhi ed orecchi preziosi all’interno del Libano mentre si profila un nuovo conflitto, Hezbollah in quanto l’esistenza di queste cellule ha rappresentato da parte sua un insuccesso smisurato per la sicurezza.

 

La gamma delle persone sospette radunate insieme ha precisato quanto si è sospettato fosse stata vasta la rete delle spie israeliane e fino a che punto il Mossad fosse stato in grado di infiltrarsi, all’apparenza, in tutti i livelli della società libanese.

 

Le persone sospettate erano ricchi e poveri, provenivano da tutti gli ambienti e da tutte le fedi – cristiani maroniti, musulmani sunniti e sciiti. Alcune cellule erano costruite attorno a famiglie, coinvolgendo mogli, fratelli e parenti acquisiti.

 

La persona di maggior rilievo è stato Adib Alam, un generale del servizio di sicurezza principale del Libano, il Comitato Direttivo della Sicurezza Generale (GSD), fino al suo ritiro avvenuto otto anni fa. Reclutato nel 1982, a quanto si dice aveva gestito una cellula di 12 membri che comprendeva sua moglie e suo nipote, un caporale del GSD.

 

Tra gli altri sono compresi tre colonnelli dell’esercito, un uomo d’affari, un ex sindaco, un lavoratore di pietre, un insegnante di matematica e un proprietario di una stazione di gas che, a quanto si dice, aveva installato delle microspie nelle auto utilizzate dai capi Hezbollah.

 

Con ogni probabilità, l’operazione di contro-spionaggio ha inferto un grave colpo ai servizi segreti israeliani nel momento in cui Hezbollah si sta preparando per un’altra offensiva scatenata da parte dello stato di Israele.

 

Israele, come al solito, non ha fatto alcun commento su tutto ciò. Ma il Jerusalem Post ha riconosciuto che “le notizie provenienti dal Libano sono di una tale importanza che, se esatte, costituiscono una delle più grandi gaffe dei servizi segreti nella storia recente del paese.”

 

“L’importanza dei servizi segreti di fronte a Hezbollah non può essere sottovalutata.”

 

(tradotto da mariano mingarelli)