Notizie dal Libano: commemorazione della Nakba a Beirut

Nena News.com
16.05.2010
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NAKBA;PROFUGHI IN LIBANO:”NON RINUNCIAMO A DIRITTO RITORNO
A Beirut 6.000 kufieh hanno formato numero 194 di risoluzione Onu

Beirut, 15 maggio 2010 (foto Stadio di Beirut-Bir Hassan) Nena News – Sono passati 62 anni da quando i primi profughi palestinesi fuggiti o cacciati via dalla loro terra, approdarono in Libano. Eppure, a distanza di tanto tempo, nessuno di quei palestinesi ancora in vita e dei loro discendenti (circa 400mila) pensa alla naturalizzazione nel Paese dei cedri. Al contrario l’obiettivo rimane quello di tornare in Palestina.

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Nelle ultime ore nei 12 campi per rifugiati presenti in Libano (in origine erano 15 ma tre sono stati distrutti dai libanesi e altri quattro gravemente danneggiati) si sono svolte decine di commemorazioni della Nakba («Catastrofe» in arabo), il 15 maggio 1948 che per i palestinesi corrisponde alla perdita della terra con la nascita di Israele e all’inizio per quasi 800mila profughi di un esilio che dura ancora oggi.

Ma nei discorsi, letti dai leader politici e in quelli fatti dalla gente comune, più che al dolore per quel giorno lontano si è fatto riferimento al futuro. «Ci sentiamo ospiti in Libano, il nostro obiettivo era e rimane ritornare nella nostra terra d’origine», hanno detto in tanti. Molti altri hanno sottolineato che la campagna per il riconoscimento dei diritti civili dei palestinesi nel Paese dei cedri – i rifugiati non possono svolgere decine di lavori o acquistare proprietà e avviare attività commerciali e professionali senza un prestanome libanese – non ha come fine quello di favorire l’insediamento definitivo dei profughi in Libano ma solo di «migliorare le condizioni di vita di 400mila persone» comunque intenzionate a tornare in Palestina».

Far applicare la risoluzione 194 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu – che sancisce il diritto al ritorno dei profughi alle città e ai villaggi palestinesi originari (oggi in territorio israeliano) – è la richiesta contenuta nelle discussioni sulla Nakba imbastite tra ieri e oggi nei campi profughi. Tutti i governi israeliani si sono opposti fermamente alla possibilità che i rifugiati possano «ritornare», sostenendo che l’arrivo di tanti palestinesi (in totale i profughi oggi sparsi per il mondo arabo sono oltre quattro milioni) finirebbe per trasformare radicalmente la composizione demografica di Israele che non sarebbe più uno “Stato ebraico”.

Una posizione che i palestinesi, a cominciare proprio da quelli che vivono rifugiati in Libano, ritengono inaccettabile e reclamano l’applicazione di un diritto, quello al ritorno, che il mondo ha riconosciuto e talvolta fatto applicare anche con la forza nel caso di altri profughi.
E pensando proprio a risoluzione dell’Onu che oggi , nell’anniversario della Nakba, tanti palestinesi e libanesi si sono riuniti nello stadio di Beirut- Bir Hassan per formare, con ben 6.000 kufieh (il tradizionale fazzoletto-copricapo palestinese), un gigantesco 194. E’ stato battuto il record stabilito lo scorso anno in Spagna dove vennero usate 5.000 kufieh per comporre il numero 194.
(red) Nena-News