Il ministro
degli Esteri israeliano Tzipi Livni ha vinto le elezioni politiche battendo sul
filo di lana l’avversario Benjamin Netanyahu. Ma si è trattato di una vittoria
di Pirro.
Anzitutto per l’ottima affermazione per Avigdor Liberman, il politico che vuole
togliere la cittadinanza agli arabi israeliani non sufficientemente piegati e
rassegnati alle politiche dei governi di Tel Aviv. Ma soprattutto perché, dei
120 seggi della Knesset, Kadima (centro) ne ottiene 28, mentre 27 vanno
comunque al Likud (destra). Il partito laico e xenofobo Israel
Beitenu (estrema destra) ottiene 14 seggi, scavalcando così il Partito
Laburista (centrosinistra) che con 13 deputati ottiene un risultato disastroso.
Con il sostegno dell'estrema destra e dei piccoli gruppi religiosi, Netanyahu ha
la possibilità di mettere assieme una coalizione di 64 deputati, sufficiente
per realizzare il governo più a destra di tutta la storia di Israele.