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Conflitto di Gaza: rispetto dei diritti umani
e accertamento delle responsabilità
10.03.2010
Il rispetto dei diritti umani è condizione essenziale per una pace giusta e duratura in
Medio Oriente. E' quanto afferma il Parlamento chiedendo all'UE di sostenere l'attuazione
delle raccomandazioni della relazione Goldstone sul conflitto di Gaza e l'accertamento
delle responsabilità per i presunti crimini di guerra. Sollecita anche le parti
a svolgere indagini indipendenti e a non ostacolare l'attività delle ONG. A fronte della
crisi umanitaria chiede l'apertura dei valichi di frontiera.
Approvando con 335 voti favorevoli, 287 contrari e 43 astensioni una risoluzione sostenuta
da S&D, ALDE, Verdi/ALE e GUE/NGL, il Parlamento sottolinea nuovamente l'importanza
"di raggiungere una pace giusta e duratura in Medio Oriente, e tra israeliani e palestinesi
in particolare".
In proposito, i deputati rilevano che il rispetto del diritto umanitario internazionale e del
diritto internazionale sui diritti umani da parte di tutti e in qualsiasi circostanza è elemento
essenziale "di un processo di pace che porti a due Stati che vivano fianco a fianco in pace e
sicurezza" e costituisce un prerequisito "per il conseguimento di una pace giusta e duratura
nel Medio Oriente".
Il Parlamento reitera l'invito rivolto alla Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante
dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e agli Stati membri a impegnarsi
affinché l'Unione europea "adotti una ferma posizione comune sul seguito da dare alla
relazione sulla missione d'inchiesta" del giudice Goldstone sul conflitto a Gaza e nel sud di
Israele iniziato il 27 dicembre 2008 e terminato il 18 gennaio 2009.
A suo parere, UE e Stati membri dovrebbero chiedere pubblicamente "l'attuazione delle
sue raccomandazioni e l'accertamento della responsabilità per tutte le violazioni del
diritto internazionale, tra cui i presunti crimini di guerra". La Vicepresidente della Commissione/
Alto rappresentante UE e gli Stati membri dovrebbero inoltre "monitorare attivamente
l'attuazione delle raccomandazioni contenute nella relazione Goldstone mediante la consultazione
delle missioni esterne dell'UE e delle ONG del settore".
I deputati esortano entrambe le parti a svolgere, entro cinque mesi, indagini "che soddisfino
gli standard internazionali di indipendenza, imparzialità, trasparenza, tempestività ed
efficacia", in linea con le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottate il
5 novembre 2009 e il 26 febbraio 2010. Rilevano poi che "la responsabilità e la credibilità
dell'Unione europea e dei suoi Stati membri richiedono che l'Unione controlli in modo esauriente
tali indagini".
Sottolineando l'importanza della cooperazione tra le autorità ufficiali e le organizzazioni
non governative nelle indagini di follow-up e nell'attuazione delle raccomandazioni contenute
nella relazione Goldstone, i deputati invitano le autorità di tutte le parti ad "astenersi da
qualsiasi azione che possa avere un impatto negativo sulle attività di tali organizzazioni".
Infine, il Parlamento rileva che la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza "si è ulteriormente
aggravata a causa dell'embargo, che è in violazione del diritto internazionale umanitario".
Accoglie pertanto con favore l'invito fatto dal Consiglio, in data 8 dicembre 2009, "per un'apertura
immediata, sostenuta e incondizionata dei valichi".
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