https://nena-news.it/palestina-olp-vota-per-sospensione-riconoscimento-disraele/

https://www.jungewelt.de/artikel/342722.viel-aufregung-um-wenig.html

Il Comitato centrale dell’Organizzazione della Palestina ha deciso di non riconoscere lo stato israeliano finché Tel Aviv non ne riconoscerà uno palestinese nei confini del ’67. Il voto, non vincolante, chiede anche la fine del coordinamento alla sicurezza con gli israeliani e la sospensione degli accordi economici con loro

OLP- Quartier Generale di Ramallah

Roma, 30 ottobre 2018, Nena News – Il comitato centrale dell’Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) ha votato ieri per sospendere il riconoscimento d’Israele finché quest’ultimo non riconoscerà uno stato palestinese nei confini del 1967. “Riconosciamo il diritto a resistere all’occupazione in tutti i metodi previsti dalla legge internazionale” ha chiarito il comitato in una nota. Non solo: il voto di ieri chiede anche la fine del coordinamento alla sicurezza con gli israeliani e la sospensione di tutti gli accordi economici con Tel Aviv. Quanto stabilito ieri non è tuttavia vincolante perché la decisione finale spetterà al presidente dell’Autorità palestinese (Ap) Mahmoud Abbas. Nonostante Abbas abbia detto la scorsa settimana che non aggirerà le decisioni del comitato dell’Olp, sembra difficile però che metterà in pratica quanto deciso ieri. Del resto anche i precedenti voti del comitato nel gennaio 2018 e nel 2015 relativi alla sospensione del coordinamento alla sicurezza con Tel Aviv non sono stati mai implementati.

La scorsa settimana il presidente palestinese ha usato parole dure contro Israele: “Stiamo mettendo sul tavolo tutti i nostri accordi con gli israeliani e chiederemo che la smettano di violarli”, ha detto a Palestine Tv aggiungendo che “è una questione difficile, ma che forse arriveremo al punto di abrogarne molti di loro”. Domenica, poi, Abbas ha ribadito che si opporrà a ogni piano di pace proposto dal presidente statunitense Donald Trump, sottolineando come i palestinesi stiano affrontando “la fase storica più difficile” soprattutto a causa del riconoscimento statunitense di Gerusalemme come capitale d’Israele stabilito da Trump lo scorso dicembre in barba al diritto internazionale. Il presidente palestinese aveva poi paragonato il “piano del secolo” del leader Usa alla Dichiarazione di Balfour del 1917 con la quale il governo inglese si impegnava alla creazione di un “focolare ebraico” nella Palestina storica. Ostentando sicurezza, Abbas ha promesso che “se la Dichiarazione Balfour è passata, questa intesa invece non lo farà”.

In merito all’annuncio dell’OLP, il quotidiano tedesco ‘junge welt’ intitola il suo contributo:

Tanto rumor per nulla?
Presumibilmente, le decisioni del Consiglio centrale di lunedì saranno applicate come le precedenti ossia non realizzate. La dichiarazione del Segretario Generale del Comitato Esecutivo, Saeb Erekat, secondo cui la soluzione dei legami con Israele sarà "graduale" piuttosto che un "salto in aria", indica la via.

In questo contesto, un aspetto centrale non dovrebbe essere trascurato: mentre l'OLP ha riconosciuto il "diritto all'esistenza" dello stato di Israele nel suo cosiddetto riconoscimento reciproco, il 9 settembre 1993, Israele ha semplicemente riconosciuto l'OLP come "il rappresentante del popolo palestinese". Se l'OLP ora ha annullato la sua parte dell'accordo, Israele potrebbe in cambio ritirare il suo riconoscimento come portavoce di tutti i palestinesi.

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