I residenti di Khan al-Ahmar avevano sperato che la cancelliera tedesca avrebbe chiesto a Netanyahu di revocare l'imminente demolizione del loro villaggio. Al contrario, la Merkel ha definito la questione una "decisione israeliana".

di Oren Ziv

972, 05.10.2018

https://972mag.com/despite-high-hopes-merkel-calls-villages-demolition-an-israeli-decision/138033/

 

Nella foto: Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e la cancelliera tedesca Angela Merkel durante una conferenza stampa congiunta al King David Hotel, Gerusalemme, 4 ottobre 2018. (Hadas Parush / Flash90)

 

Da quando la Corte Suprema israeliana ha dato, un mese fa, il suo sigillo finale alla demolizione del villaggio di Khan al-Ahmar, i residenti del villaggio e gli attivisti hanno sperato che la pressione internazionale, specialmente da parte dell'Europa, ritardasse o impedisse la demolizione. Gli attivisti hanno diretto i loro sforzi a membri influenti del Parlamento Europeo, perché si opponessero apertamente alla decisione israeliana. Hanno anche sperato che la minaccia di misure punitive da parte degli stati europei contro Israele potesse avere una qualche influenza.

Nel campo di protesta di Khan al-Ahmar, imbastito nel cortile della scuola del villaggio, gli attivisti e giornalisti esausti che nelle ultime settimane hanno dormito a turno nel villaggio, hanno atteso con ansia la visita della cancelliera tedesca Angela Merkel. L'opinione diffusa era che Israele non avrebbe osato demolire il villaggio durante il suo viaggio in Israele, con voci che turbinavano sul fatto che la cancelliera avesse minacciato di cancellare il suo viaggio in caso di distruzione del villaggio.

La visita della Merkel degli ultimi due giorni ha fatto chiarezza sulla possibilità che la Germania eserciti pressioni su Israele riguardo Khan al-Ahmar e, dal punto di vista degli abitanti del villaggio, le notizie sono pessime.

In un incontro tenutosi giovedì con alcuni studenti dell'Università di Haifa presso l'Israel Museum di Gerusalemme, è stata chiesta a Merkel la sua opinione su Khan al-Ahmar, e se fossero vere le voci riguardo il potenziale annullamento del suo viaggio. "Più volte si è detto che il nostro viaggio sarebbe stato condizionato da questa vicenda. Non ne abbiamo mai parlato col governo israeliano. Questa informazione ci è arrivata da Israele, il fatto che avremmo potuto annullare il viaggio, ed è assolutamente falsa. Questa è una decisione israeliana". Le osservazioni di Merkel sembrano essere in linea con la posizione del governo israeliano, che insiste sul fatto che i paesi stranieri non dovrebbero intervenire nelle questioni relative all'occupazione.

"La nostra visita non ha nulla a che fare con questa vicenda", ha aggiunto Merkel. "Si può essere in disaccordo sulla questione, sulla politica di insediamento, e ho sicuramente alcune osservazioni critiche da fare perché credo nella soluzione dei due stati, ma in questo caso non è rilevante. Siamo due democrazie e possiamo scambiare opinioni politiche diverse, anche con il primo ministro".

La conferenza stampa della Merkel al fianco del primo ministro Benjamin Netanyahu, svoltasi più tardi nello stesso giorno, ha solo rafforzato queste osservazioni. Netanyahu è apparso tranquillo e sicuro di sé, scherzando con i giornalisti e i fotografi che hanno coperto l'evento al King David Hotel. La Merkel non ha parlato di Khan al-Ahmar, mentre Netanyahu ha risposto ad una domanda sulle differenze tra i due leader sulla questione palestinese, affermando che "siamo generalmente d'accordo sulla maggior parte delle cose, e non siamo d'accordo su alcune cose. E allora?"

Eid Jahalin, il portavoce di Khan al-Ahmar, ha dichiarato la scorsa settimana di essere soddisfatto del sostegno ricevuto dai membri del Parlamento Europeo, molti dei quali hanno visitato il villaggio nelle ultime settimane. "Abbiamo bisogno che facciano più pressione su Israele per poter salvare il nostro villaggio", mi ha detto. Se la Merkel dichiara il suo sostegno ai due stati, afferma Eid, deve sapere che la demolizione di Khan al-Ahmar è "come un proiettile in testa alla soluzione dei due stati".

Mentre Merkel incontrava il presidente Rivlin giovedì pomeriggio, dozzine di studenti della famosa eco-scuola di Khan al-Ahmar, la "scuola di gomme", hanno manifestato davanti alla residenza presidenziale, vestiti con le uniformi scolastiche e portando cartelli che chiedevano alla cancelliera di fermare la demolizione.

Decine di scolari della eco-scuola di Khan al-Ahmar manifestano fuori dalla residenza presidenziale a Gerusalemme, chiedendo l'intervento della cancelliera Angela Merkel per impedire a Israele di demolire la scuola, il 4 ottobre 2018. (Oren Ziv / Activestills.org)

"La Merkel deve fare qualcosa, non solo parlare", afferma l'attivista Angela Godrey-Goldstein, che ha accompagnato i bambini alla residenza presidenziale. "Possiamo ancora salvare la scuola e permettere una vita giusta per i beduini", ha detto. Godrey-Goldstein insiste nel rimanere ottimista: "La domanda è cosa sia successo nella riunione a porte chiuse tra Netanyahu e Merkel. È una situazione delicata. Per motivi storici, la Merkel è a disagio nel criticare pubblicamente Netanyahu, ma spero che nel loro incontro privato lei gli abbia detto che la situazione non può continuare così".

Il fatto che il villaggio non sia ancora stato distrutto - nonostante sia passato un mese da quando la Corte Suprema ha approvato la demolizione - può essere attribuito alle festività ebraiche e alla visita di Merkel. A partire dalla prossima settimana, tuttavia, non c'è nulla che impedisca alle autorità israeliane di demolire Khan al-Ahmar e sgomberare i suoi 170 residenti.

Traduzione a cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze