da: Naomi Kundera – 7 agosto 2018  http://www.palestinemonitor.org/details.php?id=sbqdw5a19806y8jzkhvetj

In luglio l’UNRWA, (United Nations Relief and Works Agency),  che è la principale ente internazionale di aiuto ai profughi palestinesi, ha annunciato il taglio di 250 posti di lavoro a Gaza e nella Palestinas occupata. Ciò in conseguenza dell’annunciata riduzione dei finanziamenti da parte del principale contribuente, gli USA, da $365 milioni a soli $65 milioni. Il commissario generale UNRWA’s ha descritto questo taglio come una modifica profonda dell’assetto della regione.

L'UNRWA      L’UNRWA fu costituita nel 1949 a seguito dell’esodo dei palestinesi cacciati dalle loro terre, al fine di  provvedere al loro aiuto.  Essa ha contribuito al sostentamento di 4 generazioni di profughi palestinesi, i discendenti di coloro che nel 1948 furono costretti a fuggire dalla Palestina.    Oggi sono 5.3 milioni i palestinesi registrati come profughi nell’area UNRWA in West Bank, Gaza, Giordania, Libano, e Siria.  

 Il taglio dei fondi UNRWA non è solo una questione di soldi, ma vuol dire ridefinire lo stato di profugo.     Ciò è chiaro da una proposta di legge dal congressista repubblicano USA Doug Lamborn secondo la quale l’assistenza UNRWA dovrebbe andare solamente ai palestinesi personalmente vittime dei fatti del 1948 e non ai loro discendenti. Il numero degli assistiti si ridurrebbe quindi a 40,000 invece che 5.3 milioni.

Liquidare l’UNRWA è liquidare lo stato di profugo e uccidere la speranza del ritorno

La situazione in palestina per sommi capi è fatta di tre problemi: Gerusalemme, Confini, Profughi. Gerusalemme in maggio è stata graziosamente donata ad Israele, con la mossa di spostarvi l’ambasciata USA.   Riguardo ai confini, l’espansione degli insediamenti la dice lunga  su ciò che Israele considera proprio territorio.  Riguardo ai profughi andrebbe cambiato il modo di considerarli: dal momento che non vivono in tende, allora andrebbero considerati come normali, come gli altri abitanti.

Gli ambienti filo-israeliani del governo USA considerano infatti UNRWA una organizzazione che mantiene artificialmente in vita lo stato di profugo e mantiene tra i palestinesi esiliati la speranza di poter un giorno ritornare, cosa che Israele esclude del tutto.

 I programmi UNRWA di lavoro significano il sostentamento di 8mila famiglie per le quali il lavoro UNRWA costituisce la sola fonte di reddito, mentre per le comunità beduine le cliniche mobili UNRWA costituiscono la sola forma di assistenza sanitaria. Con i tagli le scuole si affollerebbero a 60 bambini per classe.

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