Un anno fa     Nell'estate scorsa 234 rabbini americani firmarono una lettera aperta a seguito del divieto di ingresso, al confine gestito da Israele, alla rabbina Alissa Shira Wise a causa della sua condivisione dell’appello per il Boycott, Divestment, and Sanctions (BDS). Wise viaggiava insieme ad altri due Ebrei, un Cristiano ed un Musulmano tutti membri di una delegazione interconfessionale intesa ad incontrare attivisti pacifisti nonviolenti Israeliani e Palestinesi.

Oggi     Nel  marzo 2018 la Knesset (parlamento israeliano) ha promulgato una legge per  impedire  l’entrata, dai confini gestiti da Israele, a stranieri che promuovono il boicottaggio di Israele.

Oltre 100 legali ed avvocati sui diritti umani hanno firmato una lettera a Netanyahu in cui chiedono al governo Israeliano di cessare la pratica di impedire l’accesso a difensori dei diritti umani sulla base del fatto che criticano il governo.

La lettera denuncia altresi la detenzione per 14 ore e successivamente la negazione dell’entrata in Israele di due dirigenti del movimento USA per i Diritti Umani, a capo di una delegazione di 15, avvenuta nel maggio scorso. Si tratta di Katherine Franke e di Vincent Warren. Katherine Franke, professore della Columbia University (università su cui si appuntano gli strali israeliani in quanto a maggioranza BDS) fu accusata da fuzionari israeliani di far parte di un gruppo ebraico favorevole al BDS, gruppo presente nella lista nera di 20 gruppi pro-BDS. Vicent Warren è Direttore del Centro per i Diritti Costituzionali di New York e già avvocato dell’Unione Americana per le Liberttà Civili.

La lettera cita anche il caso del direttore di Human Rights Watch's Israel and Palestine, Omar Shakir, cittadino americano, accusato di partecipare al BDS, accusa da lui respinta che è stato espulso malgrado avesse un permesso di lavoro. I firmatari dichiarano che Israele segue un modello di “repressione politica” aggiungendo che “ il divieto di entrata a Mr.Warren segue la politica governativa di escludere dall’entrata in Israele anche esperti ONU dei diritti umani, sulla base delle loro idde politiche e del fatto che critichino Israele.”

Omar Shakir, di Human Rights Watch's Israel and Palestine, https://www.haaretz.com/israel-news/over-100-lawyers-to-netanyahu-stop-denying-entry-to-rights-activists-1.6384222

Scuse per Beinart, ma per quelli che non sono giornalisti della CNN?      Il giornalista ebreo statunitense Peter Beinart è collaboratore della CNN ed accademico. Le sue critiche ad Israele ed il suo favore al boicottaggio degli insediamenti illegali hanno comportato la sua esclusione dal Festival Ebraico del Libro ad Atlanta nel 2012. In quella occasione parlò invece in un affollatissimo evento svoltosi nei pressi.  Al suo arrivo in Israele per il bat mitzvah (festa di gioventù,NdR) della nipote il 13/8 , è stato arrestato ed interrogato all’arrivo all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.   Data la notorietà di Beinart, lo Shin Bet (Servizi segreti) si è accorto della gaffe e si è affrettato a fare le sue scuse, e subito lo stesso  ha fatto Netanyahu. In risposta Beinard ha twittato: “Netanyahu si è semi-scusato per il mio arresto. Io accetterò le sue scuse quando lui si scuserà verso tutti i palestinesi e americano-palestinesi che ogni giorno devono sopportare assai di peggio.”    Beinart ha poi pubblicato una nota sul sito ebraico americano “The Forward” (=Avanti) in cui racconta la vicenda e come sia stato arrestato ed interrogato a lungo sul fatto di aver mai partecipato a manifestazioni in Israele.  https://forward.com/opinion/408066/peter-beinart-i-was-detained-at-ben-gurion-airport-because-of-my-beliefs/

La cittadinanza belga non ti salva dalla detenzione senza accuse          Mustapha Awad, trentaseienne co-fondatore di Raj’een, un gruppo folkloristico di danza palestinese è stato arrestato al momento di entrare in Cisgiordania dalla Giordania. Mustapha Awad è nato nel campo profughi di Ein al-Hilweh in Libano e ha ottenuto lo stato di profugo e la cittadinanza belga.  Per due settimane dopo il suo arresto ad Awad è stato impedito di parlare con un avvocato, ha potuto vedere solo un membro dell’ambasciata belga dopo 20 giorni di interrogatorio.  Awad è apparso in udienza il 16 agosto, dopodichè è stato rimandato ad un centro  israeliano per un nuovo interrogatorio.   Il caso di Awad ricorda quello di Salah Amouri, un difensore dei diritti umani franco-palestinese, imprigionato in Israele per un anno senza accuse né processo, per il quale il governo francese fece ben poco per la sua liberazione.  https://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/palestinian-dancer-belgium-jailed-israel 22/8/18

Mustapha Awad

Trad. e sintesi a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese

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