Durham è la prima città statunitense che blocca gli scambi di tipo militare con Israele.

Con voto unanime di 6 a 0 il consiglio comunale di Durnham,Carolina del Nord, “vieta scambi internazionali che comportino istruzione di tipo militare a personale della città, poichè non è questo il tipo di polizia che vogliamo noi qui nella città di Durnham”

La mozione è passata a seguito di una petizione promossa da un gruppo di associazioni di cui fa parte anche JVP( Jewish Voice for Peace) che sostitiene il movimento BDS. La petizione accusava il comportamento dell’esercito israeliano verso i palestinesi e la polizia israeliana a causa di “una lunga storia di violenze e malversazioni nei confronti degli ebrei di colore” . [dalla newsletter sionista WIN del 20/4]

Alla Columbia University (New York)

Nel giorno del ricordo dell’Olocausto un gruppo di studenti di Students for Justice in Palestine (SJP) esponevano un banchino alla Columbia University (New York) sui morti palestinesi fucilati dai cecchini israeliani a Gaza [da UWI (United with Israel) del 22/4]

BDS predominante presso gli studenti ebrei in università USA

La maggioranza del corpo studentesco del Barnard College di New York, sezione femminile della Folumbia University, ha votato una mozione che richiede alla Scuola di disinvestire da otto aziende che fanno affari con Israele. Ha votato il 50% delle studentesse, con il 64% favorevoli alla mozione. Barnard è uno delle sedi universitarie con la maggiore presenza ebraica, il 33%.

Le 8 aziende oggetto della mozione sono : Caterpillar, Mekorot, Bank Hapoalim, Hewlett Packard Enterprise, Hyundai Heavy Industries, Lockheed Martin, Elbit Systems and Boeing.

Dov Waxman, professore di scienze politiche a Barnard, commenta:”Risulta che l’attivismo anti-occupazione e pro-BDS è predominante presso gli studenti ebrei nelle facoltà artistiche e nelle migliori sedi universitarie delle zone costiere sia est che ovest”

https://forward.com/news/399035/divided-barnard-votes-on-divestment-from-israel-on-eve-of-jewish-states/

trad e sintesi a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese

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