Nell'approssimarsi del 15 maggio si sprecano in Israele le celebrazioni del 70esimo anniversario della Giornata d'Indipendenza, che poi è la Nakba. Ma in questi giorni ricade anche Yom HaShoah, il giorno del ricordo della Shoah.

La stampa sionista online (UWI [United With Israel] e WIN[World Israel News]) esce a grandi titoli:

Israele onora con un monumento i diplomatici stranieri che durante la seconda guerra mondiale misero in salvo ebrei.

"Il ministro degli esteri israeliano ha inaugurato un monumento ai diplomatici stranieri che durante la seconda guerra mondiale misero in salvo ebrei.

Sono 36 i diplomatici ricordati tra i “Giusti tra le Nazioni” allo Yad Vashem, memoriale della Shoah e più alta onorificenza accordata dallo Stato di Israele a non-ebrei che durante la seconda guerra misero in salvo degli ebrei."

Viene citato sopratutto il diplomatico svedese Raoul Wallenberg a cui viene attribuita la messa in salvo di almeno 20 000 ebrei, arrestato poi dai russi nel 1945 e sparito alla Lubjanka di Mosca nel 1947. Tra i 36 non figura invece Folke Bernadotte, anche lui svedese e salvatore di ebrei durante l'olocausto, ucciso dai sionisti a Gerusalemme Ovest nel 1948, colpevole di tentare, come rappresentante dell’ONU, una mediazione pacifica al conflitto in Palestina.

La lapide che ricorda  36 diplomatici

(traduzioni e sintesi a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese)