Di Jaclynn Ashly, The Electronic Intifada

http://www.bocchescucite.org/un-tredicenne-lascia-linferno-della-detenzione-israeliana/

4 Aprile 2018

“Il cibo era orribile in prigione“, ha detto Abdel Raouf, 13 anni, alzando lo sguardo per un momento, prima di distogliere gli occhi dal pavimento. “Ogni cosa che gli israeliani ci davano era scaduta da mesi“.

Martedì 27 marzo Abdel Raouf è stato rilasciato dal centro di detenzione di Ofer, una struttura militare israeliana situata vicino a Ramallah nella Cisgiordania occupata, ed è stato accolto da centinaia di residenti che applaudivano per celebrare la sua liberazione.

Abdel Raouf, 13 anni,  è stato uno dei più giovani palestinesi imprigionati da Israele.

Ho sentito tanto dolore

È stato imprigionato a seguito di  una manifestazione del 10 dicembre a Betlemme contro la decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. Secondo Abdel Raouf, almeno 10 soldati sono accorsi sulla folla di manifestanti e l’hanno afferrato.

“Uno dei soldati mi ha buttato a terra, e un altro ha iniziato a picchiarmi sulle gambe“, ha detto a The Electronic Intifada. “Non ho potuto camminare per un mese perché sentivo tanto dolore alla gamba colpita“.  Dopo il suo arresto  il minore è stato portato in una struttura di interrogatorio nel blocco di insediamenti israeliani di Gush Etzion. Come tutti gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, Gush Etzion è illegale secondo il diritto internazionale.

Sono seguite ore di interrogatorio da parte delle autorità israeliane, con accuse di aver lanciato pietre contro le forze israeliane durante la protesta.

Sono trascorse cinque ore prima che suo padre fosse avvertito e gli dicessero dove si trovava il ragazzo. Ai genitori palestinesi viene spesso negato il diritto di accompagnare i propri figli durante gli interrogatori.

“Mi hanno mostrato un video della protesta e mi hanno detto che vi apparivo. Continuavo a dire loro che ero innocente “, ha spiegato.

E quando è arrivato suo padre, gli inquirenti  si sono scagliati su di lui. “Stavano urlando a mio padre, e mio padre gli stava urlando indietro“, ha detto Abdel Raouf. “Uno dei soldati ha puntato il fucile contro mio padre e gli ha detto: ‘Esci o ti sparo’“.

Dopo che suo padre è stato costretto a lasciare la stanza degli interrogatori, il ragazzo  è rimasto da solo per altre due ore con i funzionari israeliani. “Hanno continuato prendendo le mie impronte digitali e mi hanno detto che io sono di Hamas e che voglio ucciderli“, ha detto.

Ben presto Abdel Raouf dovette confessare di aver lanciato pietre contro le forze israeliane. “Avevo paura che avrebbero fatto del male a mio padre, quindi ho confessato“, ha detto. Tale trattamento è di routine per i palestinesi, secondo Dawoud Yusef di Addameer, un gruppo che si occupa del trattamento dei prigionieri.

I minori palestinesi sono spesso costretti a firmare confessioni scritte in ebraico, una lingua che la maggior parte dei palestinesi in Cisgiordania non capisce. Le pratiche di interrogatorio e detenzione israeliane utilizzate sui minori palestinesi  violano chiaramente il diritto internazionale.

Prigione e multa

Abdel Raouf è stato condannato a quattro mesi di prigione il 22 gennaio per aver lanciato pietre contro i soldati israeliani – la più comune accusa contro i minori palestinesi. A lui è stata inflitta inoltre una multa di $ 1000.

Non era la prima volta che Shahrazad, sua madre,  aveva avuto un figlio imprigionato da Israele. Ha detto che l’altro suo figlio, Alaa, 23 anni, è stato imprigionato per quasi un anno sotto detenzione amministrativa – la diffusa pratica israeliana nel territorio occupato della prigione senza accusa né processo.

Secondo Addameer,associazione per i diritti umani e dei prigionieri,  a febbraio c’erano 330 minori palestinesi imprigionati da Israele. La prigione può cambiare radicalmente la personalità di un minore, i ragazzi palestinesi spesso hanno problemi di sonno, ansia e difficoltà a concentrarsi dopo il rilascio. Inoltre affrontano seri problemi di riadattamento a scuola. Di conseguenza, tra i minori palestinesi che hanno trascorso del tempo nella prigione israeliana sono alti i tassi di abbandono scolastico.

Nonostante le difficoltà che potrebbe incontrare in futuro a causa della sua esperienza, Abdel Raouf è desideroso di tornare alla sua vita. “Mi mancavano così tanto tutti i miei amici“, ha detto. “E sono tanto emozionato di poter tornare a scuola.“

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