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FOTO – Schermata di un video sul programma studentesco per diffondere contenuti pro-Israele su Internet e social media.

di Alison Weir, 8 marzo 2018 

Israele e i sostenitori  di Israele da tempo sono una presenza significativa su Internet, lavorano per promuovere la narrativa israeliana e bloccare notizie sulla Palestina, lobby israeliana e altri materiali che desiderano nascondere.

Sostenitori ostinati di Israele, pubblicano commenti, contenuti di parte, accusano i critici di “antisemitismo” e diffondono disinformazione su Palestina e attivisti della solidarietà per la Palestina. Molte di queste azioni sono condotte da individui che agiscono da soli che lavorano in modo indipendente, volontario e senza sosta.

Oltre a questi, tuttavia, sono nati una quantità di progetti organizzati, spesso ben finanziati, sponsorizzati dal governo israeliano e da altri. Questi progetti sono finalizzati a inserire contenuti pro-Israele su Internet e per rimuovere informazioni che Israele non desidera che le persone conoscano.

Uno di questi progetti israeliani che prende di mira Internet è venuto alla luce quando è stato elogiato in un articolo di Arutz Sheva, un’organizzazione di notizie israeliana con sede in un insediamento israeliano in Cisgiordania.

Il rapporto descriveva un nuovo progetto del “New Media Desk” israeliano centrato su YouTube e altri siti di social media. L’articolo riferiva che soldati israeliani vengono impiegati per inserire “Tweet, Condividi, Mi piace e altro”.

L’articolo rilevava: “È risaputo al giorno d’oggi che ciò che accade su Facebook, Twitter e YouTube ha una grande influenza sugli eventi mentre accadono sul terreno. Anche Internet è un campo di battaglia”. È stato “confortante”, dichiarava l’articolo, apprendere che l’IDF sta impiegando soldati il cui compito è specificamente quello di combattere su questo campo.

Un altro progetto per la battaglia su Internet è stato avviato nel 2011 dalla Unione nazionale degli studenti israeliani (NUIS), forte di 300.000 membri. L’obiettivo era ‘approfondire ed espandere attività di hasbara [propaganda di stato] degli studenti nello Stato di Israele’.

Nell’ambito di questo programma, studenti israeliani sono pagati 2.000 dollari per lavorare cinque ore alla settimana per “condurre la battaglia contro i siti Web ostili”.

Un annuncio per il programma (tradotto qui in inglese) nota che “molti studenti in Israele padroneggiano Internet e sono abili nell’usare Internet, social network e vari siti e viene richiesto di scrivere ed esprimersi in inglese.” Gli studenti possono lavorare comodamente da casa, sottolinea l’annuncio.

“Gli studenti lavorano in quattro team: Contenuti, Wikipedia, Monitoraggio e Nuovi media”, secondo la descrizione del programma che descrive nel dettaglio le responsabilità di ogni team:

Il team di contenuti è responsabile della creazione di contenuti originali in un nuovo format.

Il team di monitoraggio è responsabile di “azioni di monitoraggio con segnalazione e rimozione di contenuti antisemitici [sic] dai social network in diverse lingue.” (Il programma mette insieme le critiche di Israele con l’antisemitismo, vedi sotto).

Il team New Media è responsabile dei canali di social media, “inclusi gli account Facebook in inglese, francese e portoghese, i canali Twitter, YouTube e così via.”

Il team di Wikipedia è “responsabile della scrittura di nuove voci e della loro traduzione in lingue che operano nel programma, aggiornando i valori delle informazioni attuali e rilevanti, monitorando e prevenendo distorsioni nelle aree di attività del programma.”

Questo programma qualche volta sostiene di stare lavorando contro l’antisemitismo, ma abbina antisemitismo alle critiche allo stato di Israele, in linea con un’iniziativa sostenuta da Israele per definire giuridicamente ‘antisemitismo’ l’includere nella discussione fatti negativi su Israele e il suo trattamento dei palestinesi.(segue)

Traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina