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L’adolescente palestinese, che a dicembre schiaffeggiò due soldati israeliani, ha raggiunto ieri un accordo con la procura militare evitando così una sentenza più pesante.

La scorsa settimana la procuratrice militare Pinhas ha invece aperto allo sconto di pena per il soldato Azaria che due anni fa uccise a sangue freddo a Hebron un palestinese gravemente ferito

della redazione

Roma, 22 marzo 2018, Nena News – Otto mesi di carcere: è questo l’accordo raggiunto ieri tra la 17enne palestinese Ahed Tamimi e la procura militare israeliana. Ad annunciarlo è stato ieri l’avvocato dell’adolescente, Gabi Lasky: la sua assistita si dichiarerà colpevole evitando così una sentenza più pesante. Il suo reato? Aver schiaffeggiato lo scorso dicembre due soldati israeliani di fronte alla sua abitazione nel villaggio di Nabi Saleh, nella Cisgiordania occupata.

Una simile intesa è stata raggiunta ieri anche dalla madre di Ahed, Nariman, (sotto processo per aver filmato l’atto di sua figlia e per averlo postato in rete) e dalla cugina Nour accusata di aver preso parte all’“aggressione”. L’accordo non è stato ancora ufficializzato perché si attende la risposta dei giudici militari. Tuttavia, secondo la stampa israeliana, l’approvazione dell’accordo sembrerebbe essere certa.

Un altro “sconto di pena”

Il patteggiamento di Tamimi giunge a una settimana di distanza dall’apertura della procuratrice militare israeliana Sharon Zagagi Pinhas per uno sconto di pena (da 18 mesi di carcere a solo un anno) per il soldato Elor Azaria, che il 24 marzo del 2016 uccise a Hebron a sangue freddo il palestinese Abdel Fattah al-Sharif. Pinhas, ha spiegato, è favorevole al suo rilascio abbreviato perché questa è una “misura standard” per i prigionieri che hanno una “buona condotta” e perché il condannato non costituisce un pericolo. Un anno per un soldato israeliano responsabile dell’uccisione di un palestinese che giaceva a terra gravemente ferito e non era più in ‎condizione di nuocere, 8 mesi ad una adolescente palestinese per qualche schiaffo a dei militari che poco prima avevano ferito gravemente suo cugino: l’immagine più significativa della doppia “giustizia” israeliana. Nena News