Ci sono centinaia di palestinesi come Ahed Tamimi: senza possibilità di rilascio su cauzione e detenuti fino alla fine del loro processo. Oltre 400 altri sono imprigionati senza neanche essere accusati di un crimine.

Di Joshua Leifer

Nella foto: l'avvocato israeliano Gaby Lasky parla con la sua cliente, la sedicenne Ahed Tamimi, prima di una udienza dinanzi alla corte militare nella prigione militare di Ofer, presso Ramallah, il 15 gennaio 2018 (Oren Ziv/Activestills.org)

 

+972, 21.01.2018

https://972mag.com/not-just-ahed-israel-holding-300-palestinian-minors-in-prison/132553/

 

Se il caso di Ahed Tamimi ha attirato l'attenzione dei media internazionali, il trattamento ricevuto da Ahed e sua madre dal sistema militare israeliano non è certo unico. Le statistiche dell' "Israel Prison Serice" (IPS) pubblicate dall'organizzazione israeliana anti-occupazione B'Tselem all'inizio di gennaio rivelano che Israele detiene in carcere oltre 300 minorenni palestinesi. Oltre 180 di questi sono trattenuti in detenzione fino alla fine del procedimento legale, senza essere stati condannati, come Tamimi.

Secondo i dati IPS consegnati a B'Tselem, alla fine di novembre 2017 c'erano 5.881 palestinesi imprigionati da Israele, di cui 1.775 detenuti fino alla conclusione dei procedimenti giudiziari. Oltre 400 erano detenuti amministrativi, tra cui tre donne e due minori (16 e 18 anni). La detenzione amministrativa è una misura che Israele usa per arrestare i palestinesi (e alcuni ebrei) indefinitamente senza accusa né processo. È una procedura concepita per essere adottata raramente e con moderazione. In pratica, tuttavia, Israele utilizza la detenzione amministrativa come prima, e non ultima, istanza.

In totale, 2.200 palestinesi erano detenuti nelle carceri israeliane senza essere stati condannati per alcun crimine.

I dati mostrano un forte aumento del numero di minori detenuti negli ultimi tre anni. Nel dicembre 2014, c'erano 181 minorenni palestinesi nelle carceri israeliane. A dicembre 2015, il numero era salito a 477. Il numero totale di detenuti amministrativi palestinesi ha raggiunto un picco di 692 ad aprile 2016.

Il portavoce di B'Tselem, Amit Gilutz, ha condannato la pratica sistematica di negare la libertà su cauzione agli imputati palestinesi nei tribunali militari israeliani in una dichiarazione rilasciata mercoledì, in seguito alle sentenze nei casi di Ahed e Nariman. "La decisione ordinaria, prima della condanna, di imprigionare una persona che non è stata condannata fino alla fine dei procedimenti legali, di fatto svuota di sostanza il processo legale", ha affermato.

Il sistema giudiziario militare, ha continuato Gilutz, "è uno degli apparati più distruttivi dell'occupazione il cui obiettivo non è perseguire la giustizia o la verità ma mantenere il controllo israeliano sul popolo palestinese. Questo vale nel caso della famiglia Tamimi, così come in centinaia e migliaia di altri casi".

Traduzione a cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze