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Di seguito trovate una riflessione fastidiosa lo so, ma non siete costretti a leggere!
LEGGO CHE MIGLIAIA DI DONNE ISRAELIANE e PALESTINESI MARCIANO INSIEME. E ALLORA???
Tutti ad applaudire e a fornire belle foto della marcia per la pace...la pace! Bravi!
So di non essere popolare e anzi qualcuno/a mi troverà (come già successo in passato) intollerante verso le donne israeliane. Per chiarire subito che potrebbe anche aver ragione, preciso che lo sono.
E per la verità lo sono anche verso le donne palestinesi. Quelle che marciano insieme alle israeliane per chiedere la fine degli insediamenti. La FINE degli insediamenti, è chiaro vero? Cioè chiedono di non costruirne altri! non chiedono l'evacuazione dei 500 mila coloni illegali o lo smantellamento degli insediamenti esistenti, no! chiedono solo di non costruirne altri in quei quattro centimetri rimasti liberi!
Se la richiesta combinata delle donne israeliane e palestinesi è per entrambi i gruppi fatta in buona fede mi chiedo per quale motivo io e tante e tanti altri come me ci battiamo da trent'anni per la liberazione della Palestina. 
Gli insediamenti hanno mangiato quasi per intero quel pezzetto di Cisgiordania che - abbassando ogni legittima rivendicazione fino a un misero 22% della Palestina storica - "dovrebbe" essere lo Stato di Palestina.
In realtà di questo 22% circa i tre quarti è coperto dagli insediamenti (assolutamente e tutti ILLEGALI) e le brave donne a braccetto in nome della pace chiedono di porre fine a "nuovi insediamenti" invece di chiedere lo smantellamento o il cambio d'uso di tutti quelli esistenti!!
E' ipocrisia? è ingenuità? è accettazione del dato di fatto su cui Israele conta da sempre? è lungimiranza rispetto a qualche strategia che non conosco e non comprendo?
Provando a distaccarmi un attimo per capire meglio, mi dico che non troverei alcun motivo di gioia in una marcia che chiedesse di non costruire altri campi di concentramento invece di chiedere la distruzione di quelli presenti e la contestuale liberazione dei prigionieri. 
Se la similitudine vi sembra troppo forte è solo perché non conoscete bene dall'interno cosa significhi (anche come devastazione del tessuto sociale degli occupati e non solo come mortificazioni e violenze quotidiane) stare sotto il tallone israeliano.
Qualcuno dei pochi che avranno avuto voglia di leggermi a questo punto dirà che non essendo palestinese non ho il diritto di esprimere un giudizio sui contenuti di questa marcia. Può dirlo, nessuno glielo impedisce, ma tanto si sbaglia alla grande: ho tutto il diritto di esprimere il mio giudizio così come ho il diritto di essere solidale con chi si batte per la libertà della Palestina, visto che da oltre trent'anni porto la mia modestissima goccia d'acqua a questa causa. 
CHE SI CHIEDA LO SMANTELLAMENTO DELLE COLONIE ILLEGALI e non soltanto il blocco di nuove costruzioni!!
Altrimenti, care donne israeliane e palestinesi, avrete tanti applausi dalla "anime belle" e magari sarete anche contente, ma non avrete lottato per la liberazione della Palestina. Neanche nella forma di compromesso più moderata possibile che è quella dei due stati con pari sovranità e pari dignità. Neanche quella!!
Ed ecco di seguito uno degli articoli che riportano come cosa bella e buona la marcia delle donne che chiedono la fine degli insediamenti. E' pubblicato da un'agenzia presso la quale scrivo anch'io e quindi NON è per polemica contro la testata che lo pubblico ma per pura conferma di quanto appena scritto.

Migliaia di donne israeliane e palestinesi marciano per la pace - Pressenza

Nella Cisgiordania occupata, migliaia di donne israeliane e palestinesi hanno marciato domenica fino alle rive del fiume Giordano per chiedere la fine degli…

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