La Knesset israeliana ha approvato in prima votazione un nuovo disegno di legge che definisce Israele come "una casa nazionale del popolo ebraico"

Al Jazeera – 11 May 2017

By Jonathan Cook

La nuova legislazione per consolidare la definizione di Israele come uno Stato appartenente esclusivamente agli ebrei di tutto il mondo è una "dichiarazione di guerra" nei confronti dei cittadini palestinesi di Israele, così hanno detto questa settimana i leader della minoranza.
Mercoledì, il disegno di legge, che definisce Israele come "la casa nazionale del popolo ebraico", è stato approvato in prima votazione dal parlamento israeliano dopo che, domenica, aveva ricevuto unanime sostegno da un comitato del governo.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu si è impegnato a farlo diventare legge entro 60 giorni.

Tra le varie disposizioni, il progetto di legge – generalmente conosciuto come disegno di legge dello stato-nazione del popolo ebraico - revoca lo status di lingua ufficiale all’arabo, anche se è la lingua madre di un cittadino su cinque. La popolazione di Israele infatti include una grande minoranza composta da un milione e settecentomila palestinesi.

Il progetto di legge afferma che l'ebraismo mondiale è l’"unico" ad avere il diritto all' autodeterminazione nazionale in Israele e chiede al governo di rafforzare ulteriormente i legami con le comunità ebraiche al di fuori di Israele.

Inoltre aumenta i poteri dei cosiddetti "comitati di ammissione" che impediscono ai cittadini palestinesi di vivere in centinaia di comunità e che controllano gran parte della terra di Israele.

Minacce ai colloqui di pace

Oltre a questo, i critici sono preoccupati per il fatto che la legislazione intende ostacolare le prospettive di rilanciare i colloqui di pace con la leadership palestinese nei territori occupati. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è atteso nella regione verso la fine del mese in quello che è ampiamente considerato un tentativo di avviare un processo di pace di lunga durata.

Netanyahu, tuttavia, ha già detto che insisterà sul presupposto che Mahmoud Abbas, il presidente palestinese, riconosca Israele come uno stato ebraico. Il nuovo disegno di legge individua efficacemente le condizioni dello Stato che Abbas dovrebbe riconoscere.

Netanyahu ha detto questa settimana che tutti i partiti sionisti in parlamento avrebbero dovuto sostenere la legislazione. "Il disegno di legge stabilisce il fatto che lo Stato di Israele è lo stato-nazione del popolo ebraico nella nostra patria storica", ha detto ai sostenitori del suo partito il Likud.

Ha aggiunto: "Non c'è alcuna contraddizione tra questo disegno di legge e gli uguali diritti per tutti i cittadini di Israele".

Tuttavia, i leader della grande minoranza palestinese di Israele si sono strenuamente dichiarati in disaccordo.

"Noi non scompariremo"

Ayman Odeh, capo del partito, a maggioranza palestinese, Joint List presente nel parlamento israeliano, ha dichiarato che la legislazione avrebbe garantito "la tirannia della maggioranza sulla minoranza".

Con il disegno di legge, solo l’ebraico sarà la lingua ufficiale, all'arabo viene concesso solo uno "stato speciale". I cittadini palestinesi si lamentano già che la maggioranza dei servizi pubblici e dei documenti ufficiali non sono forniti in arabo.

"L'obiettivo è quello di rappresentare il razzismo istituzionale in Israele come cosa del tutto normale ed assicurarsi che la realtà dell'apartheid divenga irreversibile", ha dichiarato ad Al Jazeera Haneen Zoabi, membro palestinese del parlamento israeliano. "Fa parte del pensiero magico del diritto: negano che qua ci sia un popolo indigeno che ancora vive nella loro patria. Noi non stiamo per scomparire a causa di questa legge ".

Diritti superiori

In termini strettamente giuridici, il disegno di legge dello stato nazionale ebraico offre modifiche limitate. Fin dalla sua fondazione nel 1948, Israele si è definita come uno stato del popolo ebraico piuttosto che di tutti i cittadini del paese, inclusa la sua minoranza palestinese.

La legge del ritorno del 1950 consente solo agli ebrei di immigrare in Israele e di ricevere la cittadinanza. Adalah, un gruppo di avvocati che si occupa di diritti legali, ha documentato  decine di leggi che discriminano esplicitamente i cittadini palestinesi.

Ma la nuova legislazione è significativa per ragioni che vanno oltre le loro  immediate implicazioni giuridiche.

Non ultimo, esso dà all'auto-definizione di Israele come stato-nazione del popolo ebraico, qualcosa di simile alla condizione costituzionale, ha osservato Ali Haider, avvocato per i diritti umani ed ex co-direttore di Sikkuy, organizzazione che si è impegnata per i diritti di cittadinanza.

Il disegno di legge, se approvato, si unirà a un insieme di leggi di base destinate a fornire i fondamenti per qualsiasi costituzione futura. Tali leggi hanno la precedenza sulle normali leggi e sono molto più difficili da abrogare. "Questo è un passo molto pericoloso perché esplicita in una Legge fondamentale che tutti gli ebrei, anche quelli che non sono cittadini, in Israele hanno diritti superiori rispetto a quei cittadini che sono palestinesi", ha detto a Al Jazeera.

Intimidazione dei giudici

Nel mese di gennaio era emerso un progetto alternativo alla nuova legge che prometteva diritti uguali a tutti i cittadini ma è stato effettivamente bloccato dal governo.

Haider ha affermato che la nuova versione fornirà le basi costituzionali  per giustificare moltissime altre leggi destinate ad emarginare i cittadini palestinesi e ad erodere i loro diritti come cittadini.

Una legge sull’espulsione approvata lo scorso anno dà al parlamento israeliano il potere di espellere   i parlamentari palestinesi se fanno dichiarazioni politiche che la maggioranza ebraica disapprova. Un altro disegno di legge in approvazione al parlamento è  la Legge Muezzin, che impedisce la chiamata musulmana alla preghiera.

Queste leggi saranno quasi sicuramente impugnate dalla suprema corte di Israele. "I giudici saranno molto più riluttanti ad intervenire se la legge stato-nazione del popolo ebraico fosse in vigore", ha detto Haider. "Si sentiranno sotto pressione così da ignorare i principi democratici fondamentali e dare priorità al carattere ebraico di Israele".

Ha aggiunto che ci sarebbe poco opposizione dall’opinione pubblica ebraica. In un sondaggio dell'Istituto della Democrazia di Israele lo scorso dicembre è stato scoperto  che più della metà degli ebrei israeliani vorrebbe che  qualsiasi cittadino che respingesse la definizione di Israele come uno Stato ebraico venisse privato  dei diritti fondamentali.

Preparativi per l'annessione

Un altro obiettivo chiave del disegno di legge per il governo di Netanyahu è il suo probabile impatto su una qualunque mossa per rilanciare i colloqui di pace con i palestinesi. Abbas e Donald Trump si sono incontrati la scorsa settimana.

Il governo di Netanyahu non sostiene neppure più a parole l'idea che potrebbe essere d'accordo nella creazione di uno stato palestinese. La maggior parte dei dibattiti nel Parlamento israeliano si concentrano invece sull'intensificazione della costruzione delle colonie e la preparazione per l’annessione  delle aree della Cisgiordania.

Zoabi ha osservato che da quando Netanyahu è diventato primo ministro nel 2009, ha lavorato instancabilmente per convincere Washington ad accettare una nuova condizione per i colloqui: che la leadership palestinese deve prima riconoscere Israele come uno stato ebraico.

Sacrificare i diritti dei profughi

Il nuovo disegno di legge metterebbe Abbas in una posizione difficile, permettendogli di entrare nei colloqui con Israele solo se prima si impegna a sacrificare il diritto dei cittadini palestinesi di Israele ad una cittadinanza pari (a quella degli israeliani) e il diritto di milioni di rifugiati palestinesi a tornare nelle loro case. "Questa legge è rivolta non solo ad Abbas ma a Trump", ha detto Zoabi. "Gli dà una indicazione che lo istruisce  esattamente su cosa si può negoziare e quali sono i termini di una soluzione."

Avi Dichter, membro del partito di Netanyahu che ha redatto il disegno di legge, ha indicato l'uso diplomatico che ne dovrebbe essere fatto. Ha detto al sito Israeliano Ynet: "L'aspirazione palestinese di eliminare lo Stato-nazione del popolo ebraico non è più segreto". Ha aggiunto che Israele deve fare "esigere dei suoi nemici il riconoscimento come lo stato-nazione del popolo ebraico".

Netanyahu ha fatto l’eco a Dichter, dicendo questa settimana che il disegno di legge "è la risposta più chiara a tutti coloro che cercano di negare il profondo legame tra il popolo di Israele e la sua terra".

Regime di apartheid

Probabilmente non è una coincidenza che la presentazione del  il progetto di legge dello stato-nazione sia stata accelerata da quando i ministri dell’estrema destra del governo di Netanyahu stanno  elaborando un disegno di legge per una legislazione separata per applicare le leggi israeliane in Cisgiordania. Questa è una componente fondamentale degli sforzi fatti dai coloni e dai loro sostenitori nel governo per l'annessione della Cisgiordania.

Marzuq al-Halabi, giornalista palestinese che scrive per il sito web israeliano 972, ha avvertito che grazie al disegno di legge dello stato-nazione il governo cercherà di ridefinire  i confini di Israele per includere parti o tutta la Cisgiordania.

Il "regime di apartheid" che ne deriverebbe quindi "creerebbe '' reati giustificati 'contro il popolo palestinese, come il trasferimento o l’espulsione di parte della popolazione", ha scritto.

Un editoriale di Haaretz ha convenuto che Netanjahu stava ponendo le basi per l'annessione della Cisgiordania senza dare diritti alla popolazione palestinese. La nuova legge, ha detto, è da intendersi come "la pietra angolare costituzionale per l'apartheid" in Israele e nei territori occupati, permettendo a Israele "di mantenere il controllo su una maggioranza palestinese che vive sotto il suo dominio".

http://www.jonathan-cook.net/2017-05-11/israels-jewish-nation-state-bill-declaration-of-war/

 

Traduzione Marina Maltoni per Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus