Sulla Rivista Europea di Diritto Internazionale, (European Journal of International Law, EJIL) si sostiene che la UE e i suoi stati membri hanno l'obbligo di porre termine ad ogni scambio e commercio con gli insediamenti illegali.

Tom Moerenhout,mail: tom.moerenhout@graduateinstitu

10 aprile 2017, Bruxelles    Nella settimana del 3-9 aprile una delle maggiori riviste mondiali di diritto, la Rivista Europea di Diritto Internazionale (European Journal of International Law,) ha pubblicato sul suo sito web un articolo sostenendo che l’UE ed i suoi stati membri hanno l’obbligo legale di interrompere qualunque commercio con le colonie illegali Israeliane costruite su territorio sottratto ai Palestinesi. Come spiega l’articolo di EJIL il continuo costruire insediamenti illegali da parte di Israele su territorio Palestinese viola le regole internazionali del commercio così come la conquista di territorio con la forza, cpsì come si proibisce l’apartheid ed il trasferimento forzato di popolazione, mentre si sostiene il diritto all’autodeterminazione.

La conclusione legale che il commercio con gli insediamenti Israeliani viola la legge internazionale è sostenuta da da una vasta comunità di persone di legge., compresi due ex Rapporteurs ONU, giudici della Corte Internazionale di Giustizia, un ex Presidente e membri della Commissione Legislativa Internazionale, che è l’organismo principale ONU per la legislazione internazionale.

Negli ultimi anni questa ampia comunità ha raffinato le sue argomentazioni e pubblicato una lettera aperta richiamando l’UE ed i suoi stati membri ad attebnersi ai loro obblighi internazionali di non commerciare con gli insediamenti illegali di Israele.

 

La Israeliana AHAVA (cosmetici dal Mar Morto) produce anche in colonie illegali

 Traduzione di Claudio Lombardi