Il comprovato ruolo di Israele nella  guerra sporca del Guatemala, che ha causato oltre 200.000 morti, non è stato ancora raggiunto dai tribunali. (immagine di William Gularte, Reuters)

 

di Gabriel Schivone

The Electronic Intifada, 20.01.2017

https://electronicintifada.net/content/israels-shadowy-role-guatemalas-dirty-war/19286

 

L'anno scorso è stato un anno impegnativo per il sistema di giustizia penale del Guatemala.

Il Gennaio 2016 ha visto l'arresto di 18 ex ufficiali militari per il loro presunto ruolo nella "guerra sporca" avvenuta nel paese durante gli anni 80. Nel mese successivo, due ex soldati sono stati condannati in un caso senza precedenti di schiavitù sessuale in tempo di guerra, avvenuto durante lo stesso periodo.

Tali procedimenti legali rappresentano ulteriori aperture del sistema giudiziario dopo il processo e l'arresto nel 2013 dell'ex capo di stato, generale Efraín Ríos Montt, accuato di genocidio e crimini contro l'umanità. Sebbene la Corte Costituzionale guatemalteca abbia annullato molto rapidamente il processo (poi ricominciato nel marzo 2016 dopo una serie di arresti e ripartenze, e attualmente di nuovo in fase di stallo), è stato stabilito un precedente sulla responsabilità dei leader nazionali sui crimini commessi nei loro paesi.

E nel mese di novembre, un giudice guatemalteco ha avviato un procedimento separato contro Ríos Montt. Il caso si riferisce alla strage nel villaggio di Dos Erres del 1982.

Ríos Montt è stato presidente fra il 1982 e il 1983, un periodo caratterizzato da cruenta violenza di stato contro la popolazione indigena maya. La violenza portò alla distruzione di interi villaggi, con un conseguente esodo di massa.

I Maya furono ripetutamente presi di mira durante il periodo di repressione che durò dal 1954 - quando gli Stati Uniti orchestrarono un colpo di stato militare - al 1996. Più di 200.000 persone sono state uccise in Guatemala durante quel periodo, dei quali l'83 per cento erano Maya.

I crimini commessi dallo Stato guatemalteco sono stati compiuti con assistenza straniera, in particolare da parte degli Stati Uniti. Un aspetto essenziale di questi crimini ha eluso finora ogni menzione nei tribunali: il coinvolgimento di Israele.

Proxy per gli Stati Uniti

Dal 1980 ad oggi, l'ampio ruolo militare di Israele in Guatemala rimane un segreto di Pulcinella che è ben documentato, ma ha ricevuto poche critiche.

Discutendo il colpo di stato militare che lo aveva fatto divenire presidente nel 1982, Ríos Montt dichiarò ad un reporter di ABC News che la presa di potere era avvenuta senza intoppi "perché molti dei nostri soldati sono stati addestrati dagli israeliani". In Israele, la stampa riportava che 300 consulenti israeliani erano sul campo, impegnati nell'addestramento dei soldati di Ríos Montt.

Un consigliere israeliano in Guatemala dell'epoca, il tenente colonnello Amatzia Shuali, dichiarò: "Non mi interessa quello che fanno i 'gentili' con le armi. La cosa importante è che gli ebrei ne traggano profitto", come raccontato nel libro "Relazioni Pericolose" di Andrew e Leslie Cockburn.

Alcuni anni prima, quando gli aiuti militari statunitensi in Guatemala vennero limitati a causa delle violazioni di diritti umani, grazie a provvedimenti del Congresso durante l'amministrazione Carter, i leader dei complessi tecnologici, economici e militari di Israele videro un'occasione d'oro per entrare nel mercato.

Yaakov Meridor, in seguito ministro israeliano dell'economia, aveva indicato nei primi anni 1980 che Israele voleva essere un 'proxy' degli Stati Uniti nei paesi in cui avevano deciso di non vendere armi apertamente. Meridor dichiarava: "Noi diciamo agli americani: non fateci concorrenza a Taiwan, in Sud Africa, nei Caraibi o in altri luoghi dove non potete vendere armi direttamente. Lasciate fare a noi: Israele sarà il vostro intermediario".

Il programma "CBS Evening News" di Dan Rather nel 1983 spiegava il ruolo di consulenza globale di Israele, notando che le armi e i metodi avanzati spacciati da Israele in Guatemala erano stati "collaudati con successo in Cisgiordania e Gaza, e progettati semplicemente per sconfiggere la guerriglia."

La promozione delle armi israeliane non faceva solo affidamento sul loro uso nella West Bank occupata e a Gaza, ma anche in tutta la regione. Il giornalista George Black riferì che i circoli militari guatemaltechi ammiravano le prestazioni dell'esercito israeliano durante l'invasione del Libano nel 1982. Secondo Black, la loro ammirazione era così radicata che la destra guatemalteca "parlava apertamente della 'Palestinizzazione' dei ribelli indios maya".

La cooperazione militare tra Israele e Guatemala è stata fatta risalire al 1960. Al tempo del governo di Ríos Montt, Israele era ormai diventato il principale fornitore in Guatemala di armi, addestramento militare, tecnologie di sorveglianza e altre forme di assistenza vitale alla guerra dello Stato contro gli attivisti di sinistra nelle città e gli indigeni Maya nelle campagne.

A loro volta, molti guatemaltechi hanno sofferto i risultati di questa relazione speciale, collegando Israele alla loro tragedia nazionale.

Uomo integro?

Una delle stragi più spaventose commesse durante questo periodo è stata la distruzione di un villaggio chiamato Dos Erres nel distretto di El Petén. I soldati di Ríos Montt, addestrati dagli israeliani, rasero al suolo il villaggio dopo aver sparato ai suoi abitanti. I sopravvissuti all'attacco iniziale ebbero il cranio sfondato con mazze. I cadaveri furono gettati nel pozzo del villaggio.

Durante una esumazione ordinata da un giudice nel 1999, gli investigatori al servizio della 'Commissione per la verità' delle Nazioni Unite scrissero nel loro rapporto forense: "Tutte le prove balistiche recuperate corrispondono a frammenti di proiettili da armi da fuoco e munizioni di fucili Galil, di fabbricazione israeliana".

L'allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan - la cui amministrazione in seguito sarebbe stata implicata nello scandalo "Iran-Contras" per la vendita di armi all'Iran attraverso Israele, in parte allo scopo di finanziare una forza paramilitare finalizzata a rovesciare il governo marxista del Nicaragua - faceva visita a Ríos Montt pochi giorni prima del massacro.

Reagan elogiò Ríos Montt come "un uomo di grande integrità personale", che "vuole migliorare la qualità della vita di tutti i guatemaltechi e promuovere la giustizia sociale". Reagan assicurò anche al presidente guatemalteco che "gli Stati Uniti sono impegnati a sostenere i suoi sforzi per ripristinare la democrazia e per affrontare le cause alla base di questa rivolta violenta". Le cronache riportano che a un certo punto della conversazione Reagan abbraccò Ríos Montt, dicendo al presidente guatemalteco che sui diritti umani era solo vittima di calunnie.

Tuttavia nel novembre del 2016, il giudice Claudette Dominguez ha accolto la richiesta del procuratore generale guatemalteco di perseguire Ríos Montt come mandante del massacro di Dos Erres, con l'accusa di omicidio aggravato, crimini contro l'umanità e genocidio.

Tra i 18 arrestati di quest'anno c'è Benedicto Lucas García, ex capo del personale dell'esercito sotto il regime militare di suo fratello Romeo Lucas García. Benedicto, considerato da alcuni dei suoi soldati come un innovatore delle tecniche di tortura per il loro uso sui bambini, ha descritto "il soldato israeliano [come] un modello e un esempio per noi".

Nel 1981, Benedicto presenziò la cerimonia di inaugurazione di una scuola elettronica in Guatemala progettata e finanziata da Israele. Il suo scopo era quello di addestrare l'esercito guatemalteco all'utilizzo di cosiddette tecnologie di contro-insurrezione. Benedicto lodò l'istituzione della scuola come un "passo positivo" nell'avanzamento del ​​regime guatemalteco verso un'efficienza militare di caratura mondiale "grazie ai consigli e al trasferimento di tecnologia elettronica [da Israele]".

Solo nel solo suo anno inaugurale, la scuola permise alla polizia segreta del regime, nota come G-2, di razziare circa 30 basi segrete dell'organizzazione rivoluzionaria del popolo in armi (ORPA).

Il G-2 ha coordinato l'assassinio, la "scomparsa" e la tortura di oppositori al governo del Guatemala.

E se nel corso degli anni 80 i governi guatemaltechi spesso passarono di mano - attraverso colpi di stato o elezioni - Israele rimase la principale fonte di armi e consulenze militari.

Belligeranza al confine

Il complesso militare/securitario di Israele getta una lunga ombra intercontinentale sui guatemaltechi che sono ancora in fuga dalla conseguenze della guerra sporca.

In alcune zone lungo il confine Usa-Messico, come in Texas, il numero di migranti provenienti oggi dal Centro America (ma solo dai paesi incendiati dall'intervento degli Stati Uniti - Guatemala, El Salvador, Honduras) - ha iniziato a superare il numero dei migranti provenienti dal Messico.

Secondo le informazioni fornite a chi scrive dal "Pima County Medical Examiner Office" in Arizona, molti guatemaltechi che sono morti durante la traversata di queste terre di confine desertiche provenivano dalle zone abitate da indigeni Maya più colpite dal genocidio degli anni 80: El Quiché, Huehuetenango, Chimaltenango.

L'Arizona del sud ha pure assistito a un picco di immigrazione illegale dal Guatemala. Le imprese e le istituzioni degli Stati Uniti collaborano ora con aziende di sicurezza israeliane per controllare la zona al confine sud dell'Arizona.

L'azienda di armi israeliana Elbit ha vinto un importante appalto governativo per fornire 52 torri di sorveglianza nelle zone di confine del deserto del sud dell'Arizona, a cominciare da un programma pilota con sette torri attualmente in fase di installazione tra le colline e le valli che circondano Nogales, una città di confine divisa in due dal muro.

Ancora più torri sono programmate per circondare il 'Tohono O'odham Nation', la seconda più grande riserva di nativi americani negli Stati Uniti. Il contingente di forze federali che già adesso occupa posizioni permanenti in terre del Tohono O'odham è il più grande nella storia degli Stati Uniti.

Nel 2012, Alan Bersin, una figura di alto livello del dipartmento per la sicurezza del territorio (Department of Homeland Security), ha descritto il confine del Guatemala col Chiapas, Messico, come "il nostro nuovo confine meridionale".  Quel "confine meridionale" è stato pesantemente militarizzato nel corso degli otto anni di Barack Obama come presidente degli Stati Uniti.

Possiamo prevedere senza timore di errore che la militarizzazione sarà intensificata durante la presidenza di Donald Trump, come suggerisce la sua retorica anti-migranti durante la campagna elettorale presidenziale.

Durante la guerra sporca, decine di migliaia di guatemaltechi sono fuggiti nel Messico meridionale attraverso questo confine. Oggi Israele assiste le autorità messicane in Chiapas nelle attività di "contro-insurrezione", dirette in gran parte contro la comunità indigena Maya.

Sebbene l'attenzione dei media sulla connessione del Guatemala con Israele si sia dissipata, gli sforzi imprenditoriali di Israele nel paese non sono mai diminuiti. Oggi, la presenza di Israele in Guatemala è particolarmente pronunciata nel settore della sicurezza privata, che ha avuto un boom negli anni successivi al cosiddetto processo di pace in Guatemala nella metà degli anni 1990.

Ohad Steinhart, un israeliano trasferitosi in Guatemala in questo momento opportuno, lavorava inizialmente come istruttore militare. Circa due anni dopo il suo arrivo in Guatemala nel 1994, ha fondato la sua società di sicurezza, la 'Decision Ejecutiva'.
Con 300 dipendenti, l'azienda di Steinhart è poca cosa rispetto al colossale gruppo  Golan, il primo e più grande complesso israeliano di sicurezza privata in Guatemala.

Fondata da ex ufficiali delle forze speciali israeliane, il Gruppo Golan ha fra l'altro addestrato agenti del dipartimento di Homeland Security lungo il confine USA-Messico. Il Gruppo Golan ha impiegato migliaia di agenti in Guatemala, alcuni dei quali sono stati coinvolti nella repressione di proteste per la difesa dell'ambiente e il diritto alla terra. Queste manifestazioni protestano contro le operazioni di estrazione mineraria da parte di imprese canadesi. La società Golan è stata citata in giudizio nel 2014 da sei contadini guatemaltechi e uno studente che sono stati vittime di spari da distanza ravvicinata da parte di agenti di sicurezza durante una protesta nel 2013.

L'uso di istruttori  e consulenti militari israeliani da parte del governo del Guatemala continua tuttoggi, proprio come negli anni 80. Negli ultimi anni, consulenti israeliani stanno aiutando l'attuale "rimilitarizzazione" del Guatemala. Il giornalista Dawn Paley ha riferito che istruttori militari israeliani sono stati visti ancora una volta in una base militare attiva a Coban, che è un sito di fosse comuni degli anni 80. Vi sono stati scoperti finora i resti di diverse centinaia di persone.

Le fosse comuni di Coban servono come base giuridica per gli arresti del gennaio 2016 di 14 ex ufficiali militari. Lo scorso giugno un giudice guatemalteco ha stabilito che le prove sono sufficienti per mandare a processo otto degli arrestati. Ulteriori arresti e processi avverranno in futuro con ogni probabilità.

Gli studiosi Milton H. Jamail e Margo Gutierrez hanno documentato il commercio di armi israeliane in America centrale, in particolare in Guatemala, nel loro libro del 1986 "Non è un segreto: il coinvolgimento militare di Israele in America Latina". Hanno formulato il ​​titolo in quei termini perché la maggior parte delle informazioni contenute nel libro proviene dai principali organi di informazione.

Per ora, il comprovato ruolo di Israele nelle guerre sporche del Guatemala passa in gran parte inosservato. Ma i guatemaltechi sanno più di chiunque altro che la lunga strada verso la responsabilità inizia con la presa di coscienza.
Ma non è ancora chiaro quanto tempo ci vorrà prima di avere notizia di funzionari israeliani chiamati in causa in Guatemala per il ruolo sinistro che hanno avuto nelle ore più buie del paese.

 

Gabriel Schivone sta scrivendo un libro sulla politica degli Stati Uniti in Guatemala.

Traduzione di Giacomo Graziani per l'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze