Martedì 22 novembre alle ore 17:30, presso il Giardino dei ciliegi a Firenze, l'associazione di Amicizia Italo-Palestinese onlus, in collaborazione con Assopace Firenze e il Giardino dei ciliegi, organizza la presentazione del libro di Ella Shohat "Le vittime ebree del Sionismo".

Sarà presente la cuatrice dell'introduzione Vera Pegna.

Le vittime ebree del sionismo,  tratta un argomento di cui poco si parla: è dedicato infatti alle ripercussioni che la fondazione dello Stato d’Israele ha avuto sulle comunità ebraiche orientali. È questo il contenuto del saggio iniziale di Vera Pegna,  Ricordi di una vita felice in Egitto, prima di Israele , che ricostruisce il rapporto tra le comunità ebraiche e quelle cristiane e musulmane. Ai ricordi personali l’autrice intreccia riflessioni storico-politiche che danno un quadro inedito della condizione dell’ebraismo orientale. 
Della funzione svolta dalla componente ebraico-araba nella realizzazione della società israeliana parla il saggio della studiosa di origine irachena, Ella Shohat,Il sionismo dal punto di vista delle sue vittime ebree,  dal quale si evince tra l'altro che, come scrive nella  Prefazione  Cinzia Nachira curatrice del volume, “La cruda ricostruzione dell’arrivo in Israele degli ebrei  arabi fa emergere come in realtà l’obiettivo dell’istituzione dello Stato di Israele fosse quello di creare uno ‘Stato omogeneo’, annullando le diverse appartenenze geografiche e culturali” . 
Chiude il libro un’intervista di Cinzia Nachira e Nicola Perugini alla stessa Ella Shohat, dove vengono valutati i cambiamenti intervenuti nella società israeliana negli ultimi anni.
Ella Habiba Shohat è un ebrea orientale la cui famiglia è immigrata in Israele da Baghdad negli anni 50, insegna Studi islamici e Medio orientali alla Tisch School of the Arts della New York University è autrice di Cinema israeliano: Est / Ovest e la politica della rappresentazione (Univ of Texas Press, 1989), un libro che ha provocato un dibattito nazionale in Israele ed è stato usato dalla lista dei partiti progressisti del parlamento israeliano come argomentazione per un voto parlamentare che criticava il finanziamento statale alla produzione di Sallah Shabbati del teatro nazionale Ha'Bimah's, una produzione razzista sugli ebrei Mizrahi. lei è co-autore (con Robert Stam) di Eurocentrismo sconsiderato: Il multiculturalismo e i mezzi di informazione (Routledge 1994). Shohat è co-editrice de Le relazioni pericolose: genere, nazione e riflessioni postcoloniali (University of Minnesota Press, 1997) ed è l'editore di Talking Visions: femminismo multiculturale in un'epoca transnazionale, (MIT Press / The New Museum, 2000). Scrive spesso per riviste come Social Text e Journal for Palestine Studies. E' attiva in vari organizzazione che si occupano degli ebrei arabi nel mondo arabo e in Israele. è co-fondatrice del Forum delle donne Mizrahi in Israele e di Ivri - NASAWI, un organizzazione di scrittori e artisti Mizrahi.
 
Ella Shohat ha dichiarato che si è unita a Ivri - NASAWI per la semplice ragione che quando è troppo è troppo. "basta con l'agire come se noi (ebrei orientali) non esistessimo, basta con le discussioni sull'ebraicità come se questa significasse soltanto avere un'identità ashkenazita (ebrei occidentali). e basta con il fare di noi creature esotiche per gli occhi perplessi dell'Occidente. io vedo NASAWI come quella voce che ci garantirà di essere rappresentati nella nostra diversità e attraverso la nostra complessa identità come persone la cui storia è intrecciata con i musulmani e le culture arabe".
 

Vera Pegna nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1934. Discende da un’antica famiglia ebraica che, dalla Spagna, fuggì a Livorno. Da Livorno, i suoi antenati si trasferirono nel primo Ottocento ad Alessandria d’Egitto, la città più cosmopolita del Vicino Oriente.

Dopo la laurea in lingue straniere a Ginevra, nel 1962 entra a far parte della Federazione comunista di Palermo, per poi divenire consigliere comunale a Caccamo, nei pressi di Termini Imerese. Tempo di lupi e di comunisti raccoglie le memorie del suo impegno politico, dagli anni sessanta fino a oggi. Vera Pegna è una studiosa molto nota per il suo impegno per la laicità, che non scade però mai nell’antireligiosità.