Pubblichiamo i messaggi inviati dal gruppo del viaggio di conoscenza  in Palestina 2015

 

Il report finale, con foto (pdf)

 

Programma e informazioni sul viaggio 

Quarto Report 7.10.2015

Ultimo aggiornamento dalla nostra delegazione in missione in Palestina, rientrata in Italia stanotte. Presto organizzeremo un'iniziativa in modo che possano raccontarci direttamente quanto hanno vissuto.

5 OTTOBRE
Il primo incontro della giornata è stato al villaggio di Susya posto a sud di Hebron, che essendo in zona C è stato più volte demolito e ricostruito dagli abitanti che non si arrendono alla prepotenza sionista.
Essendo nuovamente soggetto a demolizione e' stato costituito un comitato di resistenza che, grazie all'attenzione internazionale, esiste ancora nonostante sia poco più di una tendopoli e non gli vengano fornite né acqua né elettricità. Il paradosso e' che, nonostante la demolizione sia giustificata dal fatto che si trovi in zona militare, a poche centinaia di metri sono state costruite 2 colonie sioniste che sembrano villaggi turistici.
A pranzo siamo stati ospitati dalla cooperativa di donne del villaggio di At-twani. Prima pero' abbiamo accompagnato, insieme ai volontari di Operazione Colomba, i bambini del villaggio che, rientrando dalla scuola, devono passare in mezzo a due colonie di sionisti, dai quali sono stati più volte vigliaccamente aggrediti. Dopo innumerevoli denunce la comunità internazionale e' riuscita ad imporre ad Israele di organizzare una scorta militare che tutti i giorni "protegge" i bambini dagli israeliani stessi.
Una serata di musica tradizionale palestinese ha concluso la giornata ed ha avuto il suo culmine con un bella ciao in versione palestinese
6 OTTOBRE
L'ultimo giorno in Palestina lo abbiamo trascorso a Battir, paese contadino adiacente Betlemme, che è riuscito a bloccare la costruzione del muro che lo avrebbe separato dai terreni coltivati riuscendo a farlo inserire nel patrimonio UNESCO bloccando cosi la macchina sionista con la burocrazia. Anche questa e' Resistenza.
Il viaggio si è concluso con l'incontro con Nassar Ibrahim, esponente del Fronte, che ci ha esposto una versione dell'occupazione, riuscendo a fare un pò di ordine nelle tante (troppe?) Informazioni che abbiamo acquisito in questa intensa settimana.

 

Terzo Report 5.10.2015

Entrare nella citta vecchia di Hebron è entrare nel cuore del problema dell occupazione, una colonia di 400 sionisti insediatasi  con la forza e protetta da oltre 1000 soldati nel centro della città vecchia . Per garantire la sicurezza di queste poche centinaia di sionisti hanno creato due checkpoint e çhiuso le strade intorno, strade come Shuada Street che erano il cuore pulsante dell'economia di una città che conta oltre centomila abitanti palestinesi.
La visita alla famiglia palestinese che coraggiosamente sta resistendo con tutti mezzi per evitare di abbandonare la propria casa, che si trova nel centro della colonia, vessata, umiliata e provocata quotidianamente dai sionisti più estremisti e violenti che la circondano con le loro  case, è stata una esperienza importante  da raccontare al nostro rientro.
Peccato per i problemi all'uscita della colonia che da una parte era attaccata dai palestinesi che sembrano in procinto di iniziare una terza intifada, e dall'altra dai coloni che si stavano organizzando per rispondere, protetti dall'esercito.
La conoscenza dei luoghi da parte di Chiara che ci ha seguito per tutto il tour e dei suoi collaboratori palestinesi, ci ha permesso di uscire agilmente da una situazione che cominciava a preoccupare.
Nel pomeriggio l'incontro con la squadra di calcio del Al-Ahli dove, con uno scambio di gagliardetti e sciarpe, e' stato sancito un gemellaggio con la squadra fiorentina di calcio polare CS LEBOWSKY, da sempre sensibile alla causa palestinese.
La cena si è tenuta nella guest house delle donne di Hebron dove, accolti da una splendida donna quale L., che speriamo di avere presto a Firenze, abbiamo potuto dormire sotto le stelle di Hebron circondati da torrette di soldati e coloni preoccupati dai tafferugli che per parte della notte si sono uditi nelle strade della città vecchia
Domani ci attende il villaggio di Susya minacciato di demolizione e i bambini di At-tuwani che vanno a scuola scortati dall'esercito a seguito degli attacchi dei coloni.

Secondo Report 3.10.2015

1 ottobre
Abbiamo passato il check point di Betlemme, che non era affollato essendo stata tarda mattina, ma comunque è stato possibile vedere giovanissimi soldati israeliani che sottopongono i palestinesi a controlli e prendono a tutti le impronte digitali. 
Superato il check point siamo andati a Gerusalemme. La piazza del Muro del Pianto era affollatissima perché questa settimana è di festa per la religione ebraica, nella stessa piazza abbiamo passato il check point per vedere la spianata delle moschee. Non è stato possibile visitare alcuna moschea perché, se avessero fatto entrare noi, sarebbero voluti entrare anche gli israeliani, che da giorni lanciano provocazioni nei luoghi di preghiera islamici.

Al Concilio delle 17, le ONG che operano a Gerusalemme ci hanno spiegato, nei dettagli, la divisione politica e sociale a Gerusalemme. Anche i palestinesi residenti sono soggetti alla legge del ''presente assente'', sono soggetti alla mancanza di 2,200 aule scolastiche, restrizioni messe in atto per tutelare la sicurezza degli israeliani ecc...

Nel pomeriggio era previsto il tour della Città Vecchia che non È STATO POSSIBILE FARE perché gli israeliani, che già dalla mattina lanciavano provocazioni fisiche e verbali, erano passati al lancio di pietre verso i palestinesi.

In serata siamo andati in visita a al centro medico Al Sadaqa di Betlemme, al quale abbiamo portato medicine dall'Italia e la nostra solidarietà.

Primo Report 2.10.2015

29 settembre    Arrivo a Tel Aviv e trasferimento a Beit Sahour.

30 settembre
Incontro con la giornalista Chiara Cruciati e Baha Hilo, attivista palestinese laureato in sociologia e scienze politiche. In mattinata visita all'anello delle colonie tra Gerusalemme e Betlemme: da Beit Sahour a Beit Jala dove abbiamo riconosciuto la differenza fra zona A, B, C cioè le zone dove è più o meno influente l'autorità politica e militare israeliana in Cisgiordania. La zona A è la meno vasta anche se è quella sotto il controllo politico della autorità palestinese.

Visita al muro di Betlemme, alto 12 metri, che dal centro città impedisce la visuale e l'accesso alla moschea, che è stata ritenuta luogo sacro alla religione ebraica in quanto rappresenta per Israele la tomba di Rachele. A tal proposito abbiamo focalizzato sui metodi che Israele utilizza per colonizzare la Palestina: fra questi appunto c'è il metodo di ''trasformare'' luoghi storici sacri alla religione islamica in luoghi sacri alla religione ebraica, in modo da giustificare la presenza occupante dello stato di Israele e i controlli che attua sulla popolazione.p
Avendo affrontato il problema della colonizzazione nel pomeriggio ci siamo occupati dei rifugiati, inizialmente siamo stati ospiti all'associazione BADIL dove abbiamo approfondito i diritti dei palestinesi, rifugiati, profughi e non, cittadini e non...la storia dell'espulsione e 'diritto al ritorno' dei palestinesi. Poi....siamo andati a visitare il campo profughi di Dheisheh che non è più una tradizionale tendopoli ma fornisce ai palestinesi delle pseudo-abitazioni, in particolare la casa di una famiglia che ha sempre lottato per la libertà della Palestina, il quale figlio attualmente in detenzione amministrativa sta conducendo uno sciopero della fame da ormai 42 gg.
Oggi quindi siamo passati dal conoscere cifre e percentuali al conoscere di persona la vita, l'essenza di questi numeri che diventando reali  vi assicuro che fa tutto un altro effetto.

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