Amiry Suad – Golda ha dormito qui

Feltrinelli 2013

<<Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all’improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l’anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera? Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l’uno con tutto, l’altro con niente. Suad Amiry, palestinese, racconta quella perdita inestimabile, quella dei muri con dentro le anime, la memoria, i gesti, gli affetti. Muri a cui oggi, ai vecchi proprietari di sempre, è addirittura proibito avvicinarsi, è preclusa la vista, la memoria delle sensazioni. Come l’architetto Andoni, che vorrebbe ritornare nell’abitazione che ha progettato e costruito, il “suo gioiello”, e scopre in tribunale di non poterlo fare in quanto “proprietario assente”; o come a Huda,che preferisce testardamente la cella alla condanna di non poter rientrare nella casa dei genitori.

Insieme agli effetti di un conflitto storico che dura da allora, Suad Amiry, con profonda grazia e humor dissacrante, si confronta con un tema universale e potente com’è quello della casa, che finisce per coincidere con la nostra stessa identità, con la nostra stessa,comune, storia.>>

Suad Amiry è un’architetta palestinese, fondatrice e direttrice del Riwaq Center for Architectural Conservation a Ramallah. Cresciuta tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo, ha studiato architettura all’ American University di Beiryt e all’Università del Michigan, specializzandosi infine a Edimburgo.

Dal 1981 insegna architettura all’Università di Birzeit e da allora vive a Ramallah. Ha scritto e curato numerosi testi sui differenti aspetti dell’architettura palestinese. Per Feltrinelli sono usciti Sharon e mia suocera (2003), Se questa è vita (2005), Niente sesso in città (2007) e Murad, Murad (2009). Ha vinto il premio internazionale Viareggio-Versilia nel 2004.