Nena News
02.10.2012
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I Fratelli Musulmani, tra storia e contemporaneità

Analisi della formazione politica e sociale che ora domina la politica egiziana, generando nella popolazione speranze ma anche timori crescenti

di Paolo Gonzaga

Il Cairo, 2 ottobre 2012, Nena News - Ad un anno e mezzo circa dalla rivoluzione in Egitto, si leggono sempre più spesso commenti sconfortati, "teorie complottistiche", nostalgie per i vecchi equilibri..... Numerosi sono i timori - non tutti infondati - verso i Fratelli Musulmani, il gruppo islamista che esprime il Presidente della Repubblica, il nuovo "Ra'is", Mohammed Mursi.
                                 morsi-iran 


Quei "Fratellli Musulmani" che da associazione proibita sono diventati il primo partito d'Egitto con il loro braccio politico, "Libertà e Giustizia", che aveva stravinto le prime elezioni parlamentari post-Mubarak. Elezioni parlamentari che furono poi invalidate dalla Corte Costituzionale. In molti, non solo fra i rivoluzionari che aspiravano a ben altro, ma in gran parte della società egiziana, deprecano la voracità con cui questi hanno occupato tutte le cariche occupabili, lamentano la tattica che i Fratelli sembrano prediligere: una loro sostituzione al partito di Mubarak negli assetti del potere politico-economico-finanziario egiziano, piuttosto che un vero cambiamento di paradigma. Altri ancora ne esaltano le supposte virtù pragmatiche, soprattutto quando confrontati con i gruppi salafiti, che predicano un islam letterale e radicale, vicini ma concorrenti dei Fratelli Musulmani, ed anche loro premiati dalle urne con un inaspettato 25%. Più recentemente poi, in cui l'ambasciata americana del Cairo é stata assaltata e per giorni protetta da cordoni di "Aman el Markazi" - la Celere egiziana dai modi molto spicci che ha ingaggiato battaglia più volte con i manifestanti - il Presidente Mursi e i Fratelli Musulmani alla prova del governo, hanno dovuto gettare acqua sul fuoco cercando di spegnere l'incendio. Nel frattempo i salafiti vogliono invece approfittare della situazione imbarazzante per una formazione religiosa come i "Fratelli Musulmani" che ha avuto come slogan per tutta l'era Mubarak, "L'Islam é la Soluzione!" e ora cercano perciò di pescare nel loro elettorato e nei loro militanti, soffiando sul fuoco del film antimusulmano.

I Fratelli Musulmani, ed oggi il loro partito politico "Libertà e Giustizia", spesso sono paragonati alla Democrazia Cristiana (italiana), altrettanto spesso sono invece dipinti come fondamentalisti radicali non di molto distanti dai jihadisti e desiderosi di applicare la shari'ah islamica non appena possibile. A contribuire a questa immagine contraddittoria c'è il fatto che provengono dai Fratelli Musulmani egiziani sia i partiti islamisti al governo in Marocco, in Tunisia e altri stati, sia formazioni ben più radicali come il gruppo palestinese "Hamas".

I Fratelli Musulmani furono, infatti, il primo gruppo di quell'area che viene chiamata dell' "islam politico" e videro la luce in Egitto nel 1928, crescendo così rapidamente da arrivare ad aprire sedi in tutto l'Egitto e non solo: ben presto in praticamente tutti i paesi arabi furono fondate delle sezioni locali.

Le loro idee erano ispirate dal loro fondatore, un insegnante di nome Hassan al Banna, che si rifaceva al Califfato islamico, allo Stato di Medina, ai primi compagni del Profeta, all'applicazione della shari'ah e degli insegnamenti profetici. Hassan al Banna aveva anche organizzato efficientemente la Confraternita dei Fratelli Musulmani, e la struttura si rivelò estremamente capillare, con piccole unità di 4-5 persone e differenti livelli di appartenenza, ed anche molto gerarchica dovendo ogni membro prestare giuramento di fedeltà assoluta alla Guida Suprema. Erano presenti anche l'Ufficio di Direzione ("Maktab el Irshaad") e un Consiglio della Consultazione ("Majlis ash-Shura") e questa struttura é rimasta invariata sino ai giorni nostri. I Fratelli Musulmani furono repressi duramente durante l'epoca nasseriana, dalle loro fila emerse in quel periodo Sayyd Qutb e le sue teorie "takfiriste" . Con Sadat i Fratelli Musulmani furono parzialmente riabilitati in funzione anti-comunista, e allo stesso tempo fu lasciata anche ampia agibilità politica ai gruppi salafiti che avevano seguito le teorie di Qutb, sconfessate però dalla nuova e moderata Guida Suprema dei Fratelli Musulmani del tempo, Al Hudeybi, come dalla tradizione essenzialmente non violenta della Confraternita. Infine con Hosni Mubarak i Fratelli Musulmani furono repressi a fasi alterne. Negli ultimi anni Mubarak cercò di colpire soprattutto i nodi finanziari del movimento, quegli esponenti dell'alta borghesia che oltre a rappresentare dei pericolosi rivali in affari, erano anche la linfa per i Fratelli. Infatti buona parte della popolarità della Confraternita é dovuta al welfare per poveri che sostengono da anni, sostituendo spesso lo stato negli slums del Cairo e delle città, o nei villaggi del Sud e del Delta.

"I Fratelli Musulmani sono stati gli ultimi a entrare nella rivoluzione e i primi a uscirne" dicono i giovani rivoluzionari di Piazza Tahrir, e sin dal giorno dopo la caduta di Mubarak erano già in trattative con gli esponenti dell'autorità che ha guidato la transizione fino a poco fa, il "Consiglio Superiore delle Forze Armate" (Scaf), cioè quei vertici dell'Esercito che fedele a Mubarak, aveva deciso di disfarsene quando la protesta minacciò l'intero regime. Seguì un patto con l'Esercito e lo Scaf, che i Fratelli difesero dalle ire popolari anche nei momenti più difficili per assicurarsi legittimità e guadagnare spicchi di potere.

Fino a che Mursi, con una mossa a sorpresa, ma forte dell'appoggio degli Usa, e delle grandi istituzioni internazionali riuscì a liberarsi della pesante tutela di due uomini tra i più potenti d'Egitto: il leader dello Scaf, il federmaresciallo Tantawi e il suo collega 'Anan, alleandosi con alcuni ufficiali più giovani e vicini alla Fratellanza, come il nuovo sostituto di Tantawi, Al Sissi, proprio il militare che era stato denunciato da una attivista per i famosi test di verginità.

Ora i Fratelli Musulmani controllano perciò il nuovo governo formato dal Presidente Mursi, che attento agli equilibri interni ha creato un esecutivo composto da uomini della Fratellanza e da vecchi esponenti del regime di Mubarak. Il Primo Ministro Hisham Qandil era un oscuro e sconosciuto tecnocrate ed é stato scelto da Mursi dopo una lunga esitazione, esattamente tre giorni dopo la riunione dell'Ufficio di Dirigenza dei Fratelli Musulmani, alimentando il sospetto diffuso che il vero Presidente sia la Guida Suprema della Confraternita, Mohammed Badi'e, considerato un esponente dell'ala più radicale e conservatrice. E proprio contro la "fraternizzazione dello Stato" ("ikhwanat al dawla"), espressione che é diventata ormai uno slogan presso l'opposizione laica, si stanno battendo da tempo i partiti laici, i movimenti giovanili e rivoluzionari e ultimamente anche i sindacati indipendenti, nati dalla rivoluzione. Infatti il sindacato di regime con cui Mubarak aveva controllato le rivendicazioni dei lavoratori, ha perso oltre metà degli iscritti a favore dei nuovi sindacati indipendenti, che stanno lottando duramente per una nuova legislazione sindacale, scontrandosi con il Ministro "della Forza Produttiva" - il nostro Ministro del Lavoro- che coerentemente con il pensiero di destra, neoliberista e corporativista dei Fratelli Musulmani, é decisamente contrario alla legittimazione del nuovo sindacalismo di base, troppo conflittuale per la Confraternita.

Inoltre, contrariamente alle richieste dei rivoluzionari, i Fratelli al governo non hanno cancellato il Ministero dei Media, che ha sempre svolto la funzione del ministero della censura ed hanno invece messo un loro uomo in questa posizione, nominando inoltre i direttori di tutti i giornali di Stato, esattamente come faceva Mubarak. Anche le ricette economiche dei Fratelli Musulmani non si discostano da quelle mubarakiane, improntate al neoliberismo più sfrenato, soprattutto dal 1991, quando Mubarak firmò gli accordi di aggiustamento strutturale con il FMI e a cui seguì una politica di sfrenata liberalizzazione e di deregolamentazione. Infatti, i Fratelli Musulmani, con in testa alcuni miliardari del movimento come gli imprenditori Khayrat El Shater o Hassan Malek, fondatori dell'associazione "islamic oriented business men", da lungo tempo trattavano con il FMI per un grosso prestito. Khayrat el Shater, ultramiliardario con interessi in numerosi settori, in particolare é molto amato dagli Usa, dove ben conoscono la sua propensione al libero mercato, alle privatizzazioni, al taglio dei sussidi, e può essere considerato tra le personalità più influenti dell'intera Confraternita. Qualche settimana fa il Presidente Mursi ed Primo Ministro Hisham Qandil hanno chiesto a Cristine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, un prestito di 4,8 miliardi di dollari. La Lagarde e il Presidente Mursi si erano incontrati personalmente per esaminare la questione del prestito e Cristine Lagarde si é dimostrata entusiasta per la volontà della nuova leadership di implementare le politiche del FMI.

Spetta oggi alla nuova sinistra, sorta dalla rivoluzione, e che lentamente sta riuscendo ad aggregarsi, specialmente grazie al collegamento con le lotte dei nuovi sindacati indipendenti, mettere a nudo queste contraddizioni nel programma e nell'azione politica dei Fratelli Musulmani. Recentemente sono nate due nuove aggregazioni di sinistra, che stanno dialogando per unificarsi, la "Corrente popolare" del terzo classificato e vera sorpresa delle elezioni presidenziali, il socialista nasseriano Hamdeen Sebbahi, e l'"Alleanza democratico-rivoluzionaria", che comprende il tradizionale partito della sinistra egiziana, il "Tagammu'" e tutti i nuovi partiti di sinistra nati dalla rivoluzione, oltre ad altri minori ma storici, come il Partito Comunista fino ai trotzkisti "Socialisti Rivoluzionari" . Il dialogo si é ormai intensificato e sembra che si riuscirà ad avere una sinistra unita per le prossime elezioni. Oltre a denunciare i gruppi islamisti sulle questioni della laicità, la sinistra deve svelare il carattere classista e neoliberista delle politiche dei Fratelli Musulmani come di tutto l'islam politico. Nena News

 

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