I Want to See – Je Veux Voir

Regia di Joanna Hadjithomas e Khalil Joreige

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FILM – DIARIO DI VIAGGIO – Colore – Durata 70’ – Libano e Francia – 2008 – Attori: Catherine Deneuve , Rabih Mroué . Versione in lingua (arabo e inglese), sottotitoli in inglese.

 

 

Il film si sviluppa al limite tra il documentario e la fiction, in quanto sia la Deneuve che Mroué recitano se stessi in un viaggio che li porterà da Beirut ai confini meridionali del Libano, attraverso il paesaggio di un paese che è stato sconvolto dai bombardamenti israeliani durante l’invasione dell’estate del 2006. Le riprese, anche se si soffermano sulle immagini delle rovine di città e paesi devastati dalla guerra, sono però prevalentemente fisse nel cogliere le espressioni dei volti degli attori che rivelano la spontaneità dei loro stati d’animo di fronte alla realtà di cui sono testimoni e allo svilupparsi tra i due di una relazione di quasi complicità non detta.

‘L’actrice célèbre’ Catherine Deneuve, gelida icona del cinema francese, mentre si trova a Beirut per partecipare a un prestigioso banchetto di gala, viene coinvolta dai registi Joanna Hadjithomas e Khalil Joreige nella realizzazione di una road movie insieme all’attore, drammaturgo libanese Rabih Mroué. L’attrice, come richiesto da lei espressamente, potrà “vedere” di persona, essere testimone diretta della tragedia prodotta dalla guerra, mentre l’attore potrà visitare, nel Sud del Libano, il villaggio distrutto ove è cresciuto.

Dato che il viaggio avverrà il una zona dove la guerra ha disseminato il territorio di mine, per cui l’uscire dall’auto non è consigliabile, una parte consistente del film si baserà sulle relazioni impacciate tra due persone estranee, che non si conoscono, lungo il tragitto.

Deneuve e Mroué, che non si erano mai incontrati prima, durante il viaggio si mostrano prudenti e lievemente imbarazzati nei loro rapporti. L’attrice si rivela una passeggera ansiosa, con un’attenzione maniacale alla cintura di sicurezza, e una fumatrice accanita e pensierosa. La cinepresa raramente si sposta dal suo volto, per cui più che la ricerca del villaggio di lui, è la figura di lei a divenire il soggetto del film: il suo disorientamento di fronte a quanto vede è conseguenza del distacco che si prova in Occidente quando si è costretti a pensare alla realtà che si nasconde dietro ai titoli e alle notizie di cronaca che provengono dal Medio Oriente.

Dopo aver visitato, circondata da una folla di curiosi, le rovine di BintJbeil con le sue case rase al suolo dai bombardamenti; dopo aver visto la desolazione di antichi villaggi diroccati e i resti di città sconvolte con le macerie buttate nel mare, la Deneuve ritorna a Beirut, all’elegante galà in suo onore, ma sentendosi in qualche modo trasformata. 

Nel film, l’assenza di fatti, di personaggi e di documenti sensazionalisti associati alla guerra, contribuiscono a creare un’atmosfera profondamente intima, nella quale finzione e realtà si confondono, mettendo in discussione la linea sottile che le separa. Per la sua lunghezza, il film finisce per sembrare un esercizio di video-arte contemplativa: mentre la cinepresa si sposta, le immagini restano quasi immobili. 

Joana Hadjithomas e Khalil Joreige sono nati entrambi a Beirut dove lavorano come registi, attori e docenti universitari. Insieme hanno realizzato diverseinstallazioni fotografiche e video, come il progetto Wonder Beirut. Hanno diretto dei lungometraggi: Around the Pink House e A Perfect Day; dei cortometraggi: Ashes e Open the Door Please ; e dei documentari: Khiam e The Lost Film. Il loro ultimo lungometraggio, I Want to See (Baddi Chouf) è stato premiato al Festival del Cinema di Cannes dalla Federazione della Critica Francese come migliore film originale per l’anno 2008.