Manifestazione Antirazzista del 18 aprile 2009
Piazza Indipendenza – Firenze
dalle 15,30 alle 19,30

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Una risposta unitaria contro il razzismo ed il fascismo

L'imbarbarimento di questo Paese è sotto gli occhi di tutti. La gravità dei provvedimenti governativi e le campagne mediatiche all'insegna dei pregiudizi e dell'intolleranza creano un clima diffuso di ostilità verso le immigrate e gli immigrati. Si registra, inoltre, una ripresa di atti violenti, di matrice fascista, contro chi è impegnato sul terreno della solidarietà e della tutela dei diritti. Si intaccano così in modo preoccupante i livelli di democrazia e di civiltà sanciti dalla Costituzione Italiana.

Una situazione molto pericolosa
L'elenco degli episodi e degli interventi, istituzionali e non, che mettono in evidenza la pericolosità dell'attuale situazione sarebbe molto lungo (a partire dalla criminalizzazione di intere popolazioni in seguito ad alcuni episodi di delinquenza, dal pogrom contro il campo rom di Ponticelli, dalle ripetute affermazioni razziste di esponenti del Governo).
Ci limitiamo perciò ad alcuni esempi, constatando con rammarico come passino ormai nella quasi totale indifferenza:
- Le centinaia di migranti provenienti dalla Libia annegati recentemente  (una notizia di pochi minuti nei telegiornali), che vanno ad aggiungersi alle altre migliaia di persone immigrate scomparse in mare in questi anni,
- L'irruzione all'alba della polizia nei campi dei Rom e dei Sinti del Veneto per schedare tutti i presenti, dai13 anni in su.
- Il contratto fra i governi italiano e libico che restituisce ai lager nel deserto ed alle torture della polizia libica le persone giunte in Italia alla ricerca di asilo.
- La morte, in un CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione), di un algerino, di cui erano state ignorate le richieste di cure.

Il "pacchetto sicurezza"
La situazione si va sempre più degradando. Mentre sono già state approvate norme più restrittive per i ricongiungimenti familiari ed i richiedenti asilo e nella scuola si prospettano le "classi ponte" - meglio definibili come "differenziali" - (una indicazione parzialmente rientrata), il "pacchetto sicurezza" in discussione in Parlamento prevede misure quali:
- L'abolizione del divieto per i medici di segnalare le/i migranti che si rivolgono alle strutture sanitarie [il solo "effetto annuncio" di tale provvedimento ha già prodotto notevoli guasti (in primo luogo, una forte diminuzione delle/degli immigrati che vanno a farsi curare, con conseguenze drammatiche, come nel caso della giovane Joy Johanson, morta di tubercolosi per il timore di essere denunciata) e si prefigura un futuro in cui le donne, pur di evitare l'espulsione e/o di vedersi portare via il bambino, ricorreranno ai circuiti illegali per partorire o abortire, rischiando la vita],
- L'aumento fino a 6 mesi della permanenza nei CIE delle persone che vi vengono rinchiuse,
- L'istituzione delle ronde come forma legalizzata di controllo del territorio affidato a privati cittadini,
- L'introduzione del reato di immigrazione clandestina.
Il pacchetto sicurezza è stato preparato strumentalizzando gli episodi di violenza contro le donne degli ultimi mesi, ignorando volutamente che la maggior parte di tali violenze avviene ad opera di familiari e conoscenti (nel 2008 142 donne sono state uccise e centinaia di migliaia picchiate e violentate da mariti, fidanzati, amici). Ancora una volta il corpo delle donne viene utilizzato come pretesto per giustificare leggi repressive. L'enormità dei provvedimenti e le reazioni, che pur vi sono state, da parte di associazioni e di intere categorie - quella dei medici, ad esempio -, hanno fatto sì che dal dibattito parlamentare scaturissero alcune bocciature (sulla permanenza di 6 mesi nei CIE, sulle ronde), anche se pende sempre la minaccia che venga reintrodotto ciò che per ora è stato tolto.

Le conseguenze della crisi economica
La crisi economica in atto rende ancor più precaria e difficile la condizione delle/dei migranti, che quando perdono il posto di lavoro hanno solo 6 mesi di tempo per trovarne un altro e mantenersi così in condizioni di regolarità. Perciò va riproposto con forza il superamento del cosiddetto contratto di soggiorno", che lega la permanenza regolare dell'immigrata/o al fatto di avere un contratto di lavoro, ed occorre, comunque, aumentare il periodo per la ricerca di una nuova occupazione. Come bisogna riprendere e rilanciare gli obiettivi che le realtà autorganizzate delle/dei migranti, i sindacati, l'associazionismo si sono dati da tempo, e cioè:
- L'abrogazione della Bossi-Fini,
- L'attribuzione del diritto di voto alle cittadine ed ai cittadini non comunitari,
- Il passaggio di competenze in materia di soggiorno dalle questure agli enti locali,
- Una legge per i richiedenti asilo,
- Una nuova normativa per il conseguimento della cittadinanza italiana,
- L'abolizione dei CIE, luoghi di detenzione che applicano un diritto speciale, al di fuori delle direttive della Costituzione, per le/i migranti,
- Il definitivo superamento, attraverso processi d'inclusione, dei cosiddetti "campi nomadi", in cui attualmente vive, in condizioni di emarginazione, gran parte della popolazione Rom e Sinti, (che va anche riconosciuta come "minoranza linguistica").
Va sottolineata anche l'urgenza di intervenire rispetto alla situazione delle/dei migranti (per lo più donne) che svolgono il lavoro di cura nelle famiglie italiane - con condizioni di lavoro che non permettono loro di avere una propria vita familiare affettiva, di relazioni -.Un lavoro politico-culturale di lunga lena - Per incidere in profondità su tutto ciò, e per portare avanti gli obiettivi qui indicati, occorre un lavoro politico-culturale capillare, di lunga lena, che veda un impegno comune dei vari soggetti attivi, in modi diversi, sul terreno della tutela dei diritti di cittadinanza, dell'accoglienza, della solidarietà e dell'antirazzismo. La società che intende resistere e reagire alla crisi attuale potrà avere così dei punti di riferimento costanti per difendere principi elementari di umanità e di convivenza e per giungere ad un'inversione di rotta a livello di senso comune e di opinione pubblica.

 I soggetti promotori dell'iniziativa del 18/4:
AIAS, ANPI Prov.le, Ass. Anelli Mancanti, Ass. Angolana Njinga Mbande, Ass. Artemisia, Ass. Amalipè Romanò, Ass. Comunità Somala in Toscana, Ass. Cultural Contigo Perù, Ass. Diaconia, Ass. di amicizia italo/palestinese, Ass. dei Senegalesi in Toscana, Ass. El Mastaba, Ass.Il Muretto, Ass. L'Altro Diritto, Ass. L'Aurora, Ass. La Sinistra, Ass. Le Mafalde Firenze e Prato, Ass. Nosotras, Ass. OsservAzione, Ass. per la Sinistra Unita e Plurale, Ass. Punto di Partenza, Ass. Sinistra per la Costituzione, Cabina Teatrale Saverio Tommasi, Centro delle Culture di Firenze (Ass. Etnie), Centro di Documentazione Carlo Giuliani, CGIL Lavoro e Società, Chiesa Cristiana Evangelica Battista, Cobas Scuola, Comitato Fermiamo la Guerra, Comitato per la Difesa della Costituzione, Comunità di base delle Piagge, Comunità dell'Isolotto, Comunità Palestinese, Comitato per la Scuola della Repubblica, Comitato Stop Razzismo Firenze, Comunità Islamica, Coordinamento degli studenti medi, Diaconia Valdese Fiorentina, FAT, Filo Rosso, FLC-CGIL Università di Firenze, Fondazione Michelucci, Fuori Binario, GASFrediano, Gassolotto, Gruppo Pace ed Inclusione della Sinistra Unita e Plurale, Il Giardino dei Ciliegi, Il Manifesto, Infopoint Studenti Stranieri, L'altracittà, Laboratorio per la laicità, Libere Tutte, Lista di Cittadinanza perUnaltracittà, Medicina Democratica, Istituto Ernesto DeMartino, Parlamento degli Studenti Fi, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Umanista, Redazione di "Ecòle", Rifondazione Comunista, RSU Ateneo fiorentino, Statunitensi contro la guerra di Firenze, Studenti di Sinistra.

 Dire no alle misure razziste significa anche richiedere con forza che le istituzioni locali contrastino la deriva in atto, dichiarando la propria contrarietà al Centro di Identificazione e di Espulsione (CIE) che il Governo intende aprire in Toscana, abbandonando la strada dei provvedimenti "securitari" (tipo le ordinanze contro i lavavetri ed il regolamento di polizia urbana adottato recentemente da Palazzo Vecchio), sviluppando efficaci politiche inclusive. La legge sull'immigrazione, che la Regione ha in cantiere, se approvata in tempi brevi, può fare da argine agli orientamenti governativi. E' proprio in questa direzione - di contrasto ai provvedimenti governativi e di pressione e di richiesta nei confronti degli enti locali - che la manifestazione di Firenze si collega a quella che contemporaneamente si svolge il 18/4 a Pisa.
Il NO AL RAZZISMO ED AL FASCISMO che esprimiamo oggi in piazza vuole poi svilupparsi in una campagna permanente in grado di giungere nelle varie realtà cittadine, anche quelle che avvertiamo più lontane, e tradursi in vertenze locali volte a dare soluzioni positive, nel segno dell'inclusione, alle situazioni di emarginazione esistenti e ad abrogare atti istituzionali gravi come il già citato Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Firenze. Solo con una risposta unitaria, ampia e partecipata, si riuscirà a contrastare efficacemente i provvedimenti del Governo e ad operare un'effettiva inversione di tendenza rispetto al clima d'intolleranza diffusa!