7 marzo 2009 - E' entrata a Gaza la delegazione italiana del Forum Palestina e dei medici

“Missione compiuta!”. Traspare una giustificata euforia dalla voce di Mila Pernice che dalle frequenze di Radio Città Aperta intorno alle 11.30 di questa mattina ha raccontato che finalmente la delegazione italiana da giorni bloccata al valico di Rafah dalle autorità egiziane ieri in serata è riuscita a passare i cancelli e ad entrare all’interno della Striscia di Gaza. “Siamo ora all’interno del territorio della Striscia di Gaza, dopo aver occupato per due giorni il piazzale antistante il valico per protestare contro l’assurdo divieto di ingresso da parte delle autorità egiziane ed in particolare degli organi della Sicurezza Nazionale.

Abbiamo anche dormito a pochi metri dal valico, eravamo scomodi e abbiamo dimostrato determinazione, non potevano usare la forza per sloggiarci e alla fine l’abbiamo spuntata. Ora siamo a Jabalya, ed abbiamo finalmente raggiunto il nostro obiettivo: il Forum Palestina ha consegnato al direttore dell’ospedale Al Awda di Jabalya i 21.300 euro raccolti nelle ultime settimane in Italia da associazioni, comitati e singoli cittadini senza nessuna sovvenzione di parte istituzionale.”
Mila Pernice spiega che l’accoglienza della delegazione italiana è stata documentata da fotografi e giornalisti, così come la consegna della donazione. “Con noi ci sono i medici e gli psicologi del progetto ‘Mente e guerra’ che rimarranno a Gaza per tre settimane, mentre la delegazione che fa capo al Forum Palestina rientrerà in Italia domani, fiera di aver raggiunto l’obiettivo di aver rotto un ingiustificato e criminale embargo contro la popolazione civile palestinese già martoriata da 60 anni di occupazione, dall’assedio e poi anche da settimane di bombardamenti a tappeto”.
L’attivista dell’organizzazione pro-palestinese ha raccontato che il direttore dell’ospedale ha accompagnato la delegazione italiana all’interno dei reparti, descrivendo una struttura ospedaliera in cui operano medici e infermieri qualificati ma che non può garantire una completa assistenza sanitaria ai tantissimi ricoverati a causa dell’embargo israeliano che impedisce l’arrivo nel nosocomio di attrezzature e materiali acquistati dalla Mezzaluna Rossa oppure donati da associazioni all’estero. “I malati devono essere portati a braccia da un piano all’altro, perché l’ascensore che abbiamo richiesto è bloccato dalle autorità israeliane nel porto di Ashkelon” ha spiegato il direttore. Mentre ieri gli italiani entravano attraverso il valico di Rafah e potevano vedere con i propri occhi le terribili conseguenze dei bombardamenti israeliani si udivano con chiarezza le esplosioni causate dalle bombe sganciate dai caccia israeliani che proprio a Jabalya che causavano la morte di un militante palestinese e il ferimento di altri due.
“Mentre percorrevamo le vie del quartiere di Jabalya abbiamo visto un panorama desolante: prima di ‘Piombo Fuso’ ogni cumulo di macerie era un palazzo, un ambulatorio, un benzinaio, una scuola. Nelle strade le tende allestite dalla Mezzaluna Rossa ospitano migliaia di palestinese rimasti senza casa. Le associazioni che ci hanno accompagnato ci hanno mostrato le immagini di un video che dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, alcune delle conseguenze degli indiscriminati bombardamenti israeliani contro la popolazione civile ammassata in uno dei territori più densamente popolati del pianeta. Al nostro ritorno in Italia organizzeremo una serie di iniziative per mostrare quel video alla società civile italiana.”

Il primo appuntamento, per una conferenza-assemblea alla quale parteciperanno i componenti della delegazione del Forum Palestina, è fissato per martedì pomeriggio a Roma, a partire dalle 17,30, presso la sala Luigi Pintor della rivista Carta, in viale dello Scalo di San Lorenzo 67.